WALL STREET: SEDUTA SVOGLIATA PER I MERCATI USA

5 Maggio 2004, di Redazione Wall Street Italia

Giornata sostanzialmente fiacca per i mercati americani, con gli operatori intenti a limitare i rischi in vista dell’importante rapporto sull’occupazione di venerdi’ prossimo. Il Dow Jones cede lo 0.18% a 10298 e il Nasdaq e’ in progresso dello 0.22% a 1954.

Dopo la decisione della Federal Reserve di lasciare invariati i tassi d’interesse all’1% (minimo di 46 anni), il focus degli operatori si e’ spostato sul mercato del lavoro. Venerdi’ saranno pubblicati i dati sull’occupazione di aprile.

Il rapporto fornira’ indicazioni piu’ precise sulla robustezza della ripresa americana e sulle possibili conseguenze in materia di politica monetaria. Le attese degli analisti sono per una crescita del numero di occupati di 165.000 unita’.

Dal fronte economico, intanto, continuano ad arrivare spunti incoraggianti. Nel mese di aprile l’ISM non manifatturiero (Index for Supply Management) si e’ attestato alla quota record di 68.4 punti, battendo il consensus degli analisti di 65 punti.

Per quanto riguarda le societa’, riflettori ancora accesi sul takeover di Charter One. Il gruppo finanziario sara’ acquisito da Royal Bank of Scotland per una cifra complessiva di $10.5 milioni cash.

Negli scambi, si distinguono in positivo le blue chip Alcoa, Hewlett-Packard e Walt Disney. Bene anche Coca-Cola, che ha finalmente nominato il nuovo amministratore delegato, e Dell, che guadagna sull’onda dei commenti positivi di alcune banche d’affari.

Sugli altri mercati, il dollaro e’ ai minimi di quattro settimane sull’euro, a $1.2146. A trainare la moneta unica, l’ottimismo sulla ripresa economica europea e le aspettative che la BCE non tagliera’ il costo del denaro.

L’oro e’ in lieve progresso, favorito dall’indebolimento del biglietto verde. Il petrolio continua a guadagnare terreno, con il prezzo dei future a $39.12 al barile, ai massimi di 13 anni. Continuano a spingere la quotazione del greggio le preoccupazioni per la situazione in Medio Oriente e per un possibile deficit per l’estate. I titoli di Stato, infine, sono in lieve ribasso, con il rendimento sul Treasury a 10 anni al 4.45%.