WALL STREET: SEDUTA POSITIVA PER IL NASDAQ

23 Dicembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Chiusura di seduta a forbice per i listini americani, con i titoli hi-tech in buon rialzo e le blue chip del Dow Jones che hanno invece segnato il passo.

L’indice industriale ha archiviato la seduta quasi invariato (+0.03%) a quota 10.341. Decisamente piu’ sostenuto il progresso del Nasdaq, che ha guadagnato poco meno dell’1% a 1974. L’S&P500, infine, si e’ attestato a quota 1096 (+0.28%).

La giornata e’ stata ricca sotto il profilo degli appuntamenti economici. Il dato definitivo sul Pil ha confermato che nel terzo trimestre l’economia americana e’ cresciuta dell’8,2%. E’ il tasso piu’ sostenuto degli ultimi 20 anni.

Molto incoraggiante, inoltre, l’andamento registrato a novembre da redditi (+0.5%) e spese personali (+0.4%) e migliore delle attese il dato di dicembre sulla fiducia dei consumatori, che si e’ attestato a 92.6 punti (Fiducia Michigan).

Sul fronte societario, la protagonista principale della giornata e’ stata Research In Motion. L’azienda hi-tech produttrice dei Blackberry ha chiuso con un rialzo superiore al 50% premiata dai risultati trimestrali e dalle previsioni incoraggianti.

Tra i telefonici, bene AT&T Wireless, che potrebbe essere l’obiettivo di un takeover da parte di Cingular, il secondo operatore wireless americano per numero di sottoscrittori. In progresso, infine, la maggiore catena di drugstore di New York, Duane Reade: la società di private-equity Oak Hill Capital acquistera’ il gruppo per circa $700 milioni.

Sugli altri mercati, hanno ceduto terreno i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 4.269% dal 4.164% di lunedi’. In recupero la quotazione del dollaro, che nel tardo pomeriggio a New York viene scambiato a 1.2390 per 1 euro.

L’oro, sostanzialemnte invariato rispetto alla chiusura di ieri, viene valutato a $410.70 all’oncia (prezzo spot). In lieve progresso, infine, il prezzo del petrolio. Il future con scadenza febbraio ha guadagnato 8 centesimi a $31.95 al barile. Nelle ultime due sedute il contratto sul greggio aveva ceduto quasi $2.