WALL STREET: SEDUTA NEGATIVA NEL GIORNO DELLA FED

1 Novembre 2005, di Redazione Wall Street Italia

La seduta di borsa di Wall Street si e’ chiusa con gli indici negativi. Il Dow Jones ha ceduto lo 0.32% a 10406, l’S&P500 lo 0.35% a 1202, infine, il Nasdaq e’ arretrato dello 0.29% a 2114. Il fatto principale della giornata ha riguardato l’incontro del FOMC sulla decisione relativa ai tassi d’interesse.

Come ampiamente atteso dal mercato, la Banca Centrale Americana ha alzato il tasso sui fed funds di un quarto di punto percentuale al 4%. Si tratta del dodicesimo consecutivo; il primo della serie fu deciso nel meeting del Fomc del 30 giugno 2004. Nel documento ufficiale che accompagna la decisione, il Fomc ha confermato il termine “measured pace”, per descrivere il modo in cui intende procedere sulla via dei cambiamenti alla politica monetaria accomodante.

Dal documento e’ emerso che gli elevati costi energetici e i recenti uragani hanno depresso l’attivita’ economica statunitense ma che, tuttavia, negli ultimi mesi si e’ assistito ad una crescita dell’inflazione (dato “core”) relativamente bassa. Le aspettative sul lungo termine, inoltre, sono per un incremento contenuto delle pressioni inflazionistiche.

Per quanto riguarda gli altri appuntamenti economici in calendario, buone notizie sono giunte sia dal fronte immobiliare che da quello manifatturiero. Nel mese di settembre la spesa per le costruzioni ha registrato un rialzo dello 0.5% (in linea col consensus) a $1.12 trillioni, registrando un nuovo record storico.

Ad ottobre, invece, l’indice ISM manifatturiero ha registrato una leggere flessione a quota 59.1 punti dai precedenti 59.4. Il dato si e’ rivelato superiore alle attese degli analisti che erano per un calo a 57 punti. Ricordiamo che un valore superiore a 50 punti indica un’espansione dell’attivita’ manifatturiera.

Passando al comparto energetico, il petrolio e’ avanzato leggermente, ma il prezzo continua a rimanere sotto i $60 al barile. Il contratto futures con scadenza dicembre ha chiuso la seduta in progresso di 9 centesimi a quota $59.84 al barile. Cresce ora l’attesa per il dato settimanale sulle scorte, la cui comunicazione e’ prevista mercoledi’ alle 16:30 ora italiana.

In relazione alla cronaca societaria, a far soffrire, fin dal preborsa, il comparto tecnologico, ci ha pensato Dell, il colosso informatico che ha tagliato l’outlook per il prossimo futuro. La societa’ ha annunciato che non sara’ in grado di rispettare le stime sul terzo trimestre a causa di un rallentamento delle vendite. Le banche d’affari UBS, Bear Stearns e Moors & Cabot ne hanno abbassato il rating da Buy a Neutral. Il titolo ha ceduto quasi il 9%.

Tra i titoli del Dow Jones, i maggiori rialzi sono stati registrati da Microsoft, Honeywell, Walt Disney e Alcoa. A registrare le peggiori performance sono stati Intel, trascinato al ribasso dalla comunicazione di Dell, American Express, 3M Company e Johnson & Johnson.

Proseguono intanto le trattative di mergers & acquisitions. La societa’ attiva nel settore della difesa, Lockheed Martin, in accordo con altre tre aziende private, starebbe considerando un’offerta di acquisto per Computer Sciences, societa’ provider di servizi tecnici. Il titolo CSC e’ schizzato di oltre il 13% in seguito alla notizia.

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Sugli altri mercati, l’euro e’ in rialzo nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di martedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ $1.2012. In netto calo l’oro, sceso ai minimi di sette settimane. Il futures con scadenza dicembre ha chiuso in ribasso di $6.30 a quota $460.60 all’oncia. In calo, infine, anche i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 4.57%, dal 4.55% di lunedi’.