WALL STREET: SEDUTA DEBOLE PER LE BORSE USA

10 Dicembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Dopo aver speso la maggior parte della seduta intorno alla parita’, gli indici azionari Usa hanno archiviato la giornata in territorio leggermente negativo. Il Dow Jones ha ceduto lo 0.02% a 9921, l’S&P500 lo 0.11% a 1059 e il Nasdaq lo 0.19% a 1904. Il Dow Jones martedi’ aveva superato quota 10.000: non accadeva dal maggio del 2002.

Il mese di dicembre e’ tipicamente positivo per le borse americane. Ma il rally degli ultimi mesi ha sollevato non poche preoccupazioni tra gli operatori sulle valutazioni a cui si sono spinti i titoli.

Secondo gli esperti occorrera’ aspettare le nuove cifre sugli utili societari per capire la direzione che prenderanno gli indici nei prossimi mesi. Le attese sono piuttosto incoraggianti: i piu’ ottimisti pronosticano che nel quarto trimestre l’EPS dell’S&P500 crescera’ di circa il 30%, ben al di sopra del +22% stimato da Thomson First Call.

Passando alla cronaca della giornata, gli spunti di rilievo oggi sono stati sostanzialmente pochi, complice l’assenza di novita’ dal fronte macro. Tra le principali notizie, da segnalare il downgrade di BellSouth da parte di Morgan Stanley: la banca d’affari ha tagliato il rating sul colosso telecom da Overweight a Equal-Weight, citando considerazioni sulla valutazione del titolo.

Debole inoltre Priceline.com, dopo la nota negativa di J.P. Morgan, e, a livello di comparti, hanno sofferto le societa’ di costruzione, su cui pesano le aspettative di un aumento dei tassi d’interesse.

Sugli altri mercati, si e’ arrestata la discesa del dollaro, dopo che martedi’ il biglietto verde aveva raggiunto i minimi storici contro l’euro e i minimi di tre anni contro lo yen. Nel tardo pomeriggio a New York il cambio con le due valute e’ rispettivamente a quota 1.2212 e 108.23.

A sostegno della moneta americana e’ intervenuta la Banca del Giappone, che ha acquistato (si stima) $3.5-$5 miliardi di dollari per limitare gli effetti negativi sull’export nipponico di uno yen troppo forte.

La sessione e’ stata positiva per i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni si e’ attestato al 4.318% contro il 4.352% della chiusura di ieri. Brusca inversione di rotta, invece, per la quotazione dell’oro. Dopo essersi spinto a quota $413 all’oncia, il massimo dal febbraio 1996, il future con scadenza febbraio ha chiuso a $407.50 (-$1.50).

In crescita, infine, il prezzo del petrolio, con il future di gennaio che si e’ attestato a $31.88 al barile (+12 centesimi). Nel corso della mattinata il prezzo del greggio aveva raggiunto i $32.63 al barile (massimo di tre settimane), spinto dal calo delle scorte di petrolio Usa.