WALL STREET SCOMMETTE
SU UNA GUERRA LAMPO

17 Marzo 2003, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street spiega le vele nel “giorno della verità per il mondo”, come lo ha definito il presidente americano George W. Bush, ovvero nel giorno in cui si deciderà se comincerà o meno la guerra in Iraq.

Il Dow Jones guadagna oltre 200 punti e supera quota 8.000 per la prima volta dal 24 febbraio scorso (intraday). Il Nasdaq segna un rialzo percentuale del 2,9%. Al Nyse e’ in effetto il blocco degli ordini automatici di acquisto , una misura per evitare gli eccessi di rialzo. Piu’ alti della media delle ultime settimane, i volumi di scambio.

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Dopo una partenza al ribasso sulla scia dei venti di guerra, i listini americani hanno nettamente invertito la rotta dopo la decisione di Usa e Gran Bretagna di non sottoporre una seconda risoluzione al voto dell’Onu — proprio oggi Francia, Russia e Germania avevano ribadito il loro no a una nuova risoluzione Onu che ammettesse un ultimatum all’Iraq, come uscito dal vertice Bush-Blair-Aznar di domenica alle Azzorre. Una votazione su una seconda risoluzione avrebbe automaticamente annullato la prima risoluzione, la 1441, eventualita’ che gli Stati Uniti hanno pensato bene di evitare.

La Casa Bianca ha dichiarato che lo spazio per la diplomazia e’ fintito. E’ dunque spaccatura netta all’Onu e un attacco militare americano in Iraq sembra ormai inevitabile.

Wall Street, tuttavia, invece di arretrare ulteriormente, balza in avanti, anzi vola. L’avvicinamento di una soluzione della crisi irachena, dopo mesi e mesi di incertezza, risolleva mercati, che scommettono, tra l’altro, su un conflitto breve e vittorioso per gli Usa, che lascera’ l’economia Usa pressoche’ illesa . In recupero il biglietto verde nel cambio con la moneta europea. Alla base del rally odierno, secondo gli operatori di mercato, sarebbero anche le ricoperture di posizioni corte.

“Tra gli investitori domina l’idea che il conflitto sara’ piuttosto breve” ha dichiarato Jack Caffrey, equity strategist per la banca d’affari JP Morgan Private Bank.

“L’economia e’ stata fin qui ostacolata e indebolita da un alto livello di incertezza e tensioni sul fronte internazionale. Ma supponendo adesso la fine di un conflitto entro l’estate con il conseguente calo dei prezzi del petrolio e il miglioramento della fiducia del Paese, la prospettiva per l’economia e’ quella di una ripresa” ha commentato H. Hymans, professore di economia per la University of Michigan.

Per quanto riguarda il greggio, da segnalare che secondo gli economisti, una guerra lunga, che comprometta anche i pozzi e le infrastrutture di esportazione dei Paesi vicini all’Iraq, potrebbe spingere il prezzo fino a $80 al barile. Intanto, dopo gli ultimi sviluppi sulla crisi irachena, il petrolio e’ in netto calo, con il Brent sotto i $30.

In rialzo l’oro, bene rifugio per eccellenza.

Questa sera alle ore 20:00 di New York Bush terra’ un discorso davanti alla Nazione. Il Segretario di Stato USA, Colin Powell, ha annunciato che nella conferenza stampa di stasera il presidente americano dara’ un nuovo ultimatum all’Iraq: Saddam Hussein deve andarsene, oppure sara’ disco verde alla guerra.

A far pensare che un conflitto sia ormai imminente, anche il fatto che l’Onu ha ordinato agli ispettori dell’Aiea di lasciare al piu’ presto l’Iraq . A ruota e’ seguita la ritirata degli altri Paesi: la Russia ha dato ordine ai suoi cittadini di lasciare l’Iraq. La Germania ha chiuso la propria ambasciata a Bagdad. L’ambasciata della Cina ha cominciato a evacuare il suo personale così come i giornalisti cinesi presenti in Iraq.

Sul fronte macroeconomico, atteso per domani il meeting del Fomc, il braccio della Fed sulla politica monetaria. Questa mattina i future sui fed funds con scadenza ad aprile scontano una probabilita’ del 40% di un taglio dei tassi interbancari di 25 punti base.

A incoraggiare i rialzisti sono anche alcuni spunti societari :

  • Sun Microsystems (SUNW – Nasdaq): nelle sale di trading di New York molti operatori sono convinti che il titolo della società informatica potrebbe essere una buona opportunita’ di acquisto. Il settore hardware (GHA) segna +4%
  • Lockheed Martin (LMT – Nyse): la società della difesa si e’ aggiudicata un contratto con il Pentagono del valore di $4,05 miliardi per 60 aerei 130J. Guadagna quasi il 2,3% il comparto difesa (DFX)
  • Juniper (JNPR – Nasdaq): la banca d’affari SG Cowen si aspetta che la società di infrastrutture telecom nel primo trimestre battera’ le aspettative degli analisti. Il comparto networking (NWX) e’ in rialzo di quasi il 4%.
  • Texas Instruments (TXN – Nyse): la societa’ del settore semiconduttori ha confermato le previsioni per il primo trimestre fiscale del 2003 con un livello di vendite invariato rispetto al trimestre precedente e un EPS di $0,06 per azione. Il comparto semiconduttori (SOX) guadagna oltre il 5,5%.

    Sul fronte dei rialzi anche la blue chip e colosso automobilistico General Motors (GM – Nyse) nonostante la banca d’affari JP Morgan abbia tagliato le stime sui risultati di diversi gruppi del settore (DJ_ATO).

    I COMMENTI SULLE PROSPETTIVE DEI MERCATI AZIONARI

    Lo strategist di Banc of America Thomas McManus ritiene che il comparto azionario sia “piu’ a buon mercato di quanto sembri” e continua a preferire l’equity ai bond. L’analista sottolinea che l’attuale consensus sull’economia sia eccessivamente pessimistico e che, superata la crisi irachena, scompariranno gran parte delle incertezze che hanno ostacolato la crescita globale. McManus continua a a raccomandare un portafoglio costituito dal 75% di azioni, 15% bond e 10% cash.

    Di parere opposto Richard Bernstein, chief U.S. strategist della banca d’affari Merrill Lynch che non crede nella ripresa dei mercati azionari Usa. Per lo strategist la mancata continuazione del rally di giovedi’ scorso (il commento e’ arrivato prima della svolta al rialzo di Wall Street, ndr) prova che non ci troviamo in un mercato rialzista e che nella situazione attuale sono ben piu’ alti i rischi di ribasso che le possibilita’ di rialzo per i mercati azionari.

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