WALL STREET SCIVOLA COLPITA DAGLI ENERGETICI

23 Ottobre 2009, di Redazione Wall Street Italia

I listini azionari Usa cedono terreno a meta’ seduta, appesantiti dal calo del petrolio che inevitabilmente infligge un duro colpo alle societa’ produttrici di energia. Non sono bastati i sorprendenti dati immobiliari e i tanti risultati societari migliori delle attese, tra cui quelli delle aziende tecnologiche Microsoft e Amazon e cosi’ l’S&P 500 ha bruciato i guadagni accumulati in settimana.

Exxon Mobil e Schlumberger Ltd. guidano i cali dopo che il petrolio ha iniziato a imboccare la strada dei ribassi per la seconda seduta consecutiva. I titoli delle societa’ industriali del paniere S&P 500 cedono in media l’1.3%, appesantiti in particolare dalle aziende costruttrici di infrastrutture ferroviarie, dopo che la previsione di Burlington Northern Santa Fe sui profitti societari e’ risultata peggiore delle stime.

Il Nasdaq tiene meglio degli altri indici, aiutato dalla prova convincente di Microsoft e Amazon, che accelerano dopo aver annunciato utili migliori delle attese, contribuendo cosi’ a mantenere a galla il settore hi-tech. Se puo’ interessarti, in borsa si puo’ guadagnare accedendo alla sezione INSIDER. Se non sei abbonato, fallo subito: costa solo 76 centesimi al giorno, provalo ora!

A nulla sono servite le cifre superiori alle attese giunte dal fronte immobiliare, dove le vendite di case esistenti sono cresciute in settembre al ritmo piu’ elevato da oltre due anni, anche se gli esperti hanno sottolineato che gran parte del credito va agli incentivi fiscali pari a $8000 messi a disposizione dal governo per gli acquirenti della prima casa.

“Si nota un certo scetticismo nel mercato che e’ francamente irrazionale”, osserva Richard Campagna, amministratore delegato di 300 North Capital LLC, precisando che “il terzo trimestre non e’ altro che la coda della recessione e il fatto che gli utili siano cosi’ buoni ci dice che i risultati societari cresceranno con una rapidita’ che molti non si aspettan”.

Grazie ad un rally del 62% partito lo scorso 9 marzo, a livello di valutazione il paniere allargato sta scambiando sui massimi livelli di oltre cinque anni se confrontato con gli utili societari. Nel tentativo di rilanciare l’economia e sostenere il mercato gli Stati Uniti hanno investito, prestato e garantito una somma complessiva di $11600 miliardi. Stando alle cifre presentate dal Fondo Monetario Internazionale, in tutto il mondo, da Pechino a Berlino, i governi hanno speso $12000 miliardi per combattere la contrazione dell’economia globale.

Il 19 ottobre l’S&P 500 ha chiuso sui massimi di un anno in una settimana in cui gli utili di colossi del calibro di Caterpillar e Morgan Stanley hanno superato le previsioni.

A livello settoriale le migliori performance sono segnate dai comparti: Internet-HHH +7.0% (32% AMZN), Retail-RTH +1.0% e Coal-KOL +0.9%. Tra i piu’ forti ribassi: Insurance-KIE -2.3%, Solar-TAN -2.0%, Oil Services-OIH -1.9%, NDQ Biotech-BBH -1.9%, Semiconductors-SMH -1.7%, Regional Banks-KRE -1.7% e Global Shippers-SEA -1.6%.

Alle 18:30 circa il volume di scambio e’ di 520 milioni di pezzi al NYSE e 1.06 miliardi al Nasdaq. I titoli in rialzo contro quelli in ribasso sono 851 a 2072 al Nyse e 709 a 1822 al Nasdaq. I nuovi massimi contro i nuovi minimi delle ultime 52 settimane sono: 156 a 1 al NYSE e 93 a 10 al Nasdaq

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