WALL STREET: SCHIZZA IL PETROLIO MA I LISTINI REGGONO

13 Marzo 2006, di Redazione Wall Street Italia

Dopo aver iniziato la prima seduta della settimana con tono positivo, dovuto alle numerose operazioni di acquisizioni e fusioni societarie (per un totale complessivo di $25 miliardi), i listini hanno ritracciato durante il corso della sessione per chiudere poco variati. Piatto il Dow Jones a quota 11076, l’S&P500 ha guadagnato lo 0.20% a 1284, il tecnologico Nasdaq e’ avanzato dello 0.22% a 2267. A determinare il dietrofront degli indici e’ stato il forte avanzamento del greggio, accompagnato dalle solite preoccupazioni legate all’incremento dei tassi d’interesse.

La societa’ finanziaria, specializzata in carte di credito, Capital One Financial, ha raggiunto un accordo per il rilevamento di North Fork Bancorp, per un valore complessivo di $14.6 miliardi, da pagarsi in titoli e cash. Il prezzo rappresenta un premium del 23% rispetto al prezzo di chiusura di NFB dello scorso venerdi’.

Il NYSE Group, nato dall’unione tra il New York Stock Exchange e Archipelago, che ha fatto il suo debutto in borsa proprio la scorsa settimana, potrebbe avanzare un’offerta per il London Stock Exchange, nel tentativo di contrastare la proposta di acquisto effettutata dal Nasdaq Stock Exchange. Il titolo del piu’ grande mercato azionario europeo ha registrato un rally del 30% sulla vicenda.

Nel comparto dell’editoria, McClatchy e’ risultata vincitrice di un’asta per l‘acquisizione di Knight-Ridder in una transazione stimata intorno ai $6.5 miliardi (inclusi $2 miliardi in debiti).

A fare da contraltare alle buone notizie societarie, in una giornata priva di aggiornamenti economici, e’ stato il sostenuto progresso del petrolio, avanzato di oltre il 3% a causa della situazione creatasi tra l’Iran e l’Occidente sulla questione del nucleare.

Ad innescare il recupero dell’oro nero sono state le ultime dichiarazioni del ministro dell’economia iraniano, secondo cui in caso di sanzioni economiche promosse dagli USA contro l’Iran, si potrebbero creare gravi conseguenze legate al prezzo del greggio e ai rapporti di scambio. I contratti futures con scadenza aprile sono avanzati di $1.81 a quota $61.77, massimo di una settimana.

Nell’arco della settimana, gli operatori avranno la possibilita’ di analizzare gli aggiornamenti sull’inflazione (prezzi import-export e prezzi al consumo), sul settore immobiliare (nuovi cantieri edili e licenze di costruzione), e su quello manifatturiero. Mercoledi’ verra’ rilasciato il Beige Book, il consueto rapporto sullo stato di salute dell’economia Usa.

Relativamente all’andamento dei singoli titoli, sotto i riflettori il colosso aerospaziale Boeing. Un articolo del settimanale finanziario Barron’s cita che la societa’ e’ ben posizionata per riguadagnare una posizione di supremazia nel business in cui opera.

Bene Apple, avanzata di oltre il 4%, grazie all’upgrade della banca d’affari Citigroup, secondo cui il lancio di nuovi prodotti agli inizi di aprile (trentesimo anniversario dell’azienda) potrebbe fungere da catalizzatore sul secondo trimestre.

Sotto pressione, invece, i titoli dei due colossi del comparto dei semiconduttori, Intel e Advanced Micro Devices, dopo aver ricevuto un rating Sell dagli analisti di ThinkEquity. Contenuta la perdita di INTC (-0.60%), piu’ accentuata quella di AMD, pari a –7.10%.

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Sugli altri mercati, recupera terreno l’oro. I contratti futures con scadenza aprile sono avanzati di $6.20 a quota $547.50 all’oncia. Sul valutario, in recupero l’euro nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di lunedi’ a New York, il cambio tra le due valute e’ a quota 1.1961. In ribasso, infine i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 4.775% dal 4.75 di venerdi’.