WALL STREET: SCHIAFFO ALLE BORSE EUROPEE

29 Settembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Inizio di settimana con piglio e tono positivo per Wall Street. La borsa Usa sembra voler archiviare la recente pausa e puntare ancora verso l’alto.

Lunedi’ la seduta si e’ chiusa con l’indice Dow Jones in rialzo dello 0,72% a 9.380,24 punti, l’indice Standard & Poor’s 500 in crescita dello 0,98%, agevolmente sopra la quota psicologica dei 1.000 punti (a 1.006,59) e infine il tecnologico Nasdaq molto comprato che ha strappato in su dell’1,81%, con chiusura a 1.824,59 punti. La corrente di buy sulla borsa Usa e’ cominciata proprio dopo la chiusura delle borse europee, fanno notare i trader a New York.

Rianimata in parte dai dati congiunturali relativi alla spesa e ai redditi personali degli americani in agosto, apparsi entrambi in crescita, Wall Street si e’ anche giovata degli acquisti compiuti dagli investitori sui prezzi vantaggiosi di molti titoli e comparti, dopo la caduta dei giorni scorsi.

Un contributo determinante all’ondata di ordini buy, soprattutto sui tecnologici, e’ venuto infine dall’Associazione nazionale degli Stati Uniti dei produttori di chip; l’annuncio e’ che le vendite di semiconduttori sono cresciute del 12,5% ad agosto. E cio’ ha galvanizzato l’hi-tech e diversi sotto-settori tecnologici (vedi Target News, per gli abbonati).

Sul mercato, di rilievo, di conseguenza, la performance di alcune blue chips dell’hi-tech, guidate dai colossi come Intel (+4%) e Cisco (+1,2%) capaci di trainare anche Microsoft (+2,2) e Sina (+14,7%), tutti grandi utilizzatori di semiconduttori, oltre alla produttrice di cellulari finlandese Nokia, avanzata del 4,1% anche grazie a un articolo favorevole apparso su Barron’s che ne ha fissato target price formidabile (vedi Target News).

Sempre tra le aziende in crescita, si segnalano le farmaceutiche Pfizer (+1%) e J&J (+2,6%) mentre nel comparto media si e’ fatta strada Disney (+1%) premiata dal lancio di un nuovo decoder per film ‘on demand’ per schermi domestici.

Quanto alle società in discesa, spicca la compagnia assicurativa John Hancock Financial Services che ha ceduto l’1,4% dopo la notizia del suo acquisto da parte della canadese Manulife (-3,3%) mentre tra i pochi hi-tech ad accusare una seduta negativa si nota Nvidia in calo del 5,4% dopo avere subito un ‘downgrading’ da parte di Merrill Lynch.