Wall Street sale grazie notizie Grecia, verso resistenze chiave

13 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Wall Street prosegue la giornata di contrattazioni all’insegna dei rialzi, allineandosi all’andamento delle borse europee che però riducono sensibilmente i guadagni, con la borsa di Milano che subisce una improvvisa frenata. Si mette in evidenza il calo dell’indice della volatilità Vix, che fa -6%.

In chiusura lo S&P500 sale d 9,13 punti (+0,68%), a quota 1.351,77 punti, mentre il Nasdaq avanza di 27,51 punti (+0,95%), a 2.931,39. Più moderato il Dow Jones che guadagna 72,81 punti (+0,57%), a 12.874,04.

Protagonista indiscussa la Grecia, dopo che il Parlamento di Atene ha approvato le misure di austerity necessarie per ricevere il secondo bailout per il paese ellenico, da 130 miliardi di euro.

Gli aiuti, che potrebbero arrivare già nella giornata di mercoledì, sono fondamentali per evitare il default disordinato del paese. Così come in Europa, anche in America si brinda alla notizia, che lascia presagire la fine di una condizione di incertezza e di un’impasse – relative alle sorti del paese ellenico – che si è protratta per settimane.

Il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha presentato il budget annuale, tra cui il piano da $4 trilioni per creare più lavoro, allo stesso tempo andando a diminuire il deficit di bilancio federale.

Tra i titoli sotto i riflettori Apple (+1,5%), che ha superato subito in apertura la soglia di $500 per la prima volta in assoluto, arrivando al record storico $503,83 e chiudendo a $500,95. Sono anni che le quotazioni continuano in modo quasi inarrestabile la loro corsa, se si pensa che viaggiavano a un valore attorno a $12 esattamente dieci anni fa.

Ma soprattutto dagli inizi del 2012, il rally è stato senza fine. Dal primo gennaio, infatti, le quotazioni sono balzate + 22% circa, quasi il doppio rispetto al Nasdaq, in crescita del 12,36% fino allo scorso giovedì.

La capitalizzazione di mercato del colosso dell’iPhone si aggira al momento attorno ai $458 miliardi. E, così come ha fatto notare David Leonhardt del New York Times, il valore di mercato di Apple è superiore ora a quello di Google, Goldman Sachs, GM, Ford, Starbucks e Boeing messi tutti insieme (sommando le varie capitalizzazioni delle sei società, si arriva infatti a un valore di $390 miliardi).

Nelle ultime ore il gruppo ha annunciato l’ennesima battaglia legale contro l’altro gigante produttore di smartphone, Samsung. Nella lente i modelli che utilizzano il sistema Android di Google, mossa che potrebbe dunque colpire anche altri grandi produttori di telefonini. Oggi Apple è sotto i riflettori anche per un’altra notizia: quella quella secondo cui la Fair Labor Association condurrà ispezioni presso alcuni dei fornitori finali di assemblaggio del colosso, inclusi gli impianti gestiti da Foxconn in Cina.

La settimana di Wall Street che si è appena aperta sarà ancora caratterizzata dalla stagione degli utili aziendali. Nei prossimi cinque giorni, saranno infatti circa 90 le società nell’indice S&P500 che dovrebbero annunciare i propri conti. Ad ora, dal 9 gennaio, nel 70% dei casi i numeri ufficiali hanno battuto le attese degli analisti.

Il quadro dei mercati azionari Usa rimane positivo: a dispetto del lieve ribasso della scorsa settimana, per l’S&P500 si tratta ancora del migliore inizio d’anno dal 1991, con +6,8%. L’indice è entrato in una fase toro dopo i forti ribassi registrati tra aprile e ottobre 2011, e dai minimi toccati nel periodo è ora su di un buon +22%.

E il sentiment ottimista oggi torna a brillare: in luce tra i titoli i finanziari, con Bank of America che si conferma tra i titoli migliori del Dow Jones. In crescita anche JPM.

“Riteniamo che dovreste acquistare titoli azionari – afferma Laszlo Birinyi, presidente di Birinyi Associates, nel corso di una intervista rilasciata a Bloomberg – Ci troviamo in un mercato toro che continua e siamo incoraggiati da quanto vediamo accadere in Europa. Guardo ai mercati, e li trovo solidi. Ci sono acquisti reali che si stanno verificando. Non si tratta né di short covering né di un fenomeno temporaneo o transitorio”.

Sul fronte valutario, l’euro azzera quasi tutti i guadagni sul dollaro a $1,3191. La moneta è piatta anche verso lo yen a JPY 102,34. Il rapporto dollaro/yen a 77,56.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio avanzano a quota $100,91 al barile, mentre le quotazioni dell’oro scambiano a $1.724,90 l’oncia.

VIDEO LASZLO BIRINYI: ACQUISTATE AZIONI .