Wall Street sale grazie a rumor su piano Obama anti precipizio fiscale

16 Novembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Wall Street vira e poi chiude al rialzo, dopo un avvio poco mosso. Il Dow Jones guadagna +0,36%; il Nasdaq +0,57% a 2.821,06 e lo S&P500 +0,48%. Si sconta il dato relativo alla produzione industriale, che a ottobre ha fatto -0,4%, peggio delle attese.

Da segnalare che l’indice S&P 500 ha perso -1,5% nel corso di questa settimana e non e’ lontano dal minimo dallo scorso 25 luglio; calo -5% dalla rielezione di Barack Obama a presidente degli Stati Uniti.

Focus sulla volatilità, misurata dal CBOE OEX Volatily Index, benchmark che misura il costo delle opzioni sullo S&P 100, balzato +56% dal minimo testato lo scorso 21 settembre, fino a 19,28. Si tratta, stando ai dati raccolti da Bloomberg, del record dall’agosto del 2011 se rapportato al CBOE Volatily Index dei contratti sullo S&P 500. Sempre lo S&P 100 ha ceduto -8,4% dal record dello scorso 4 ottobre, contro il -7,4% dello S&P 500.

Si aprono oggi le trattative per trovare una soluzione all’arrivo del precipizio fiscale in Usa, ormai a meno di un mese e mezzo di distanza. A fine anno scadranno infatti una serie di sgravi fiscali e scatteranno aumenti automatici delle tasse. Il presidente Obama, Democratico, e il Congresso a maggioranza Repubblicana cercheranno di stringere un accordo per evitare il peggio: il fiscal cliff potrebbe far precipitare il paese in una seconda fase di recessione, avvertono gli economisti.

Atteso l’incontro tra il presidente e il leader repubblicano della Camera, John Boehner: sarà il primo faccia a faccia tra i due dopo le elezioni presidenziali del 6 novembre. In una riunione alla Casa Bianca, Obama incontrerà anche il leader della minoranza democratica alla Camera, Nancy Pelosi, il leader della maggioranza al Senato Harry Reid e il leader della minoranza al Senato, Mitch McConnell.

Arrivano intanto indiscrezioni segnalate dal Wall Street Journal, secondo cui i funzionari della Casa Bianca starebbero già trattando sull’approvazione di un piano che potrebbe tradursi in aumenti delle tasse e riduzioni della spesa in modo inferiore.

In un mercato azionario ipervenduto, in cui dal punto di vista tecnico d’ora in avanti ogni giorno è buono per un rally, potrebbero tuttavia avere la meglio le ricoperture con il passare degli scambi.

La debolezza corale dei mercati azionari europei e americani e’ confermata dal vigore degli obbligazionari: Bund e T-Bond non accennano a scendere, anzi segnalano una avversione al rischio senza tregua, come osserva Andrea Forni di Frn Trading.

Tra i singoli titoli, Dell scivola dopo la trimestrale fino a -6% circa. Il terzo maggiore produttore di computer ha accusato un calo del fatturato per il quarto trimestre di fila. Focus anche su Applied Materials, i cui titoli rischiano di essere presi di mira dopo che il primo gruppo di apparecchiature nel settore dei semiconduttori, ha pubblicato un outlook sugli utili deludente.

Il selloff durera’ ancora ma solo nel breve termine, almeno finche’ non verra’ risolta la quesione del precipizio fiscale, che come sottolinea a Bloomberg Nick Xanders, equity strategist di BTIG, costituisce “ovviamente la maggiore preoccupazione per il mercato”. Fino all’anno prossimo societa’ e consumatori manterranno un approccio cauto.

Sugli altri mercati, in ambito valutario, l’euro -0,55% a $1,2708; dollaro/yen +0,02% a JPY 81,16, mentre euro/yen -0,55% a JPY 103,18. Attenzione alla difficile resistenza da superare per il rapporto di campio euro/dollaro.

Riguardo alle materie prime, i commodities, i futures sul petrolio +1,04% a $86,34 al barile, mentre le quotazioni dell’oro +0,08% a $1,715,20. Quanto ai Treasuries, i rendimenti scendono ancora, all’1,584%. Da segnalare che l’acquisto sostenuto dei titoli di stato americani ha portato i tassi a dieci anni a cedere in dodici mesi 42 punti base.