WALL STREET SALE CON GM E BEAR STEARNS

26 Settembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

La seduta di borsa a Wall Street si e’ chiusa con gli indici in buon rialzo. Il Dow Jones ha guadagna lo 0.72% a 13878, l’S&P500 lo 0.54% a 1525, il Nasdaq e’ avanzato dello 0.58% a 2699. La ventata di ottimismo sui mercati e’ stata originata, fin dal preborsa, dagli sviluppi sulle trattative tra il colosso automobilistico General Motors (GM) e i rappresentanti del sindacato statunitense UAW. A permettere l’accelerazione finale dei listini e’ stata la notizia della possibile vendita di una quota della banca d’affari Bear Stearns (BSC).


L’accordo, raggiunto durante le prime ore dell’alba di mercoledi, ha messo fine allo sciopero nazionale dei 73 mila lavoratori GM iniziato in avvio di settimana. Stando alle stime degli analisti, la societa’ di Detroit risparmiera’ ben $3 miliardi annui in costi destinati ai piani assicurativi dei dipendenti. L’intero comparto ha beneficiato della news: il titolo GM e’ avanza del 4.85% (ma e’ arrivato a segnare un rialzo di oltre il 7% nel preborsa), Ford (F) e’ salito del 4.40%.

Anche il comparto finanziario e’ risultato in buon progresso. La banca d’affari Bear Stearns e’ in trattative con un gruppo di investitori per la cessione di una quota della societa’ pari al 20%. Numerosi i possibili acquirenti: sarebbero infatti interessati all’operazione Banc of America (BAC), Wachovia (WB), due gruppi istituzionali cinesi (Citic Group e China Construction Bank) e il miliardario Warren Buffett (l’oracolo di Omaha).

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Tra le altre notizie societarie, relativo supporto e’ giunto anche dal fronte delle M&A. Il Nasdaq Stock Market in accordo con la Borsa del Dubai ha rivisto al rialzo il valore dell’offerta ($4.9 miliardi) per il controllo dell’operatore scandinavo OMX.

Tra i titoli del Dow Jones i migliori rialzi sono stati realizzati (oltre a GM) da Alcoa (AA), McDonald’s (MCD) e Pfizer (PFE); i maggiori ribassi sono a carico di Hewlett-Packard (HPQ), Home Depot (HD) e Boeing (BA).

Gli operatori continuano a ritenere sempre piu’ probabile inoltre un proseguimento della politica accomodante da parte della Fed. Il difficile momento del comparto immobiliare potrebbe spingere la Banca Centrale ad operare un nuovo taglio del costo del denaro nel prossimo meeting, nel tentativo di rilanciare l’economia.

Di grande importanza saranno, a tal proposito, i dati macroeconomici che verranno diffusi sui mercati nei prossimi giorni. L’aggiornamento sugli ordini di beni durevoli non ha fatto altre che rafforzare l’ipotesi di un ulteriore abbassamento dei fed funds. Il dato di agosto e’ risultato in calo del 4.9%, ben oltre le attese degli economisti che erano per una flessione piu’ contenuta, pari a -3.5%. Cio’ ha evidenziato un particolare indebolimento del comparto manifatturiero nell’ultimo mese.

In giornata sono stati diffusi anche i dati sulle scorte di petrolio, rivelatisi superiori al consensus. Dopo la prima reazione negativa, i futures con consegna novembre hanno recuperato terreno archiviando la seduta in rialzo di $1.23 a quota $80.72 al barile. A causa della chiara condizione di ipercomprato, nelle ultime due sessioni il greggio aveva perso terreno allontanandosi dai recenti massimi. Tra i titoli energetici Exxon Mobil (XOM) ha chiuso in discreto rialzo, cosi’ come il rivale Chevron (CVX) dopo aver annunciato un nuovo piano di buyback del valore di $15 miliardi.

Sugli altri mercati, sul valutario, l’euro ha chiuso in leggero calo nei confronti del dollaro a quota 1.4123. In lieve flessione l’oro: i futures con consegna dicembre sono arretrati di $3.30 a $735.50 all’oncia. In calo infine i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 4.62% dal 4.6140% di martedi’.