WALL STREET SALE, ALTRO TONFO PER LEHMAN BROS.

11 Settembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Seduta in altalena per gli indici americani che dopo aver segnato pesanti perdite in avvio sono riusciti a recuperare terreno nell’arco della seduta per poi chiudere in buon rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato l’1.46% a 11433, l’S&P500 l’1.38% a 1249, il Nasdaq l’1.32% a 2258. Il nuovo calo del greggio vicino alla soglia psicologica dei $100 ha innescato un rally nel comparto dei trasporti, mentre le speculazioni circa un salvataggio di Lehman Brothers hanno avuto l’effetto di arginare le pesanti perdite all’interno del comparto finanziario.

Anche oggi il titolo della banca d’affari e’ stato venduto a mani basse dagli investitori, preoccupati sul futuro del gruppo. L’azione e’ crollata del 45%, la perdita settimanale ammonta a circa -75%, e non e’ ancora chiaro cosa si prepara per la banca d’affari. Il Dipartimento del Tesoro Usa, la Fede la Sec monitorano con attenzione il mercato e sono in contatto con alcuni dei principali protagonisti. Secondo alcuni rumor che circolano stasera negli ambienti finanziari di Manhattan, il costo del funding per Lehman supera ormai la sua capacita’ di guadagnar denaro con i vari prodotti bancari. Venerdi’ e’ quindi il giorno cruciale per decretare il salvataggio o il crack della piu’ piccola delle grandi banche d’affari americane.

“Cio’ lascia pensare che Washington possa raggruppare una serie di investitori e trovare una soluzione alla crisi delle banca entro il weekend, in modo da rientrare sui mercati la prossima settimana in un clima piu’ disteso” ha affermato Bobby Harrington, responsabile trading di UBS. “Tuttavia si tratta ancora di speculazioni, non sappiamo ancora niente di certo”.

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Mercoledi’ Lehman aveva riportato una perdita trimestrale pari a $3.9 miliardi ed annunciato alcune iniziative (taglio del dividendo e vendita di alcuni asset) nel tentativo di riemergere dalla crisi, azioni queste che pero’ non sembrano aver convinto gli investitori (anche perche’ l’annunciata vendita di asset non si e’ verificata). “Troppe parole e pochi fatti” ha affermato un analista di Bank of America. “Il gruppo avrebbe ancora bisogno di una nuova infusione di capitali per almeno $6 miliardi”. L’azione, che appena un anno fa era quotata con un prezzo di circa $60, ha registrato un tonfo che l’ha riportata ai livelli del 1994, anno del debutto in borsa. Washington Mutual (WM) in forte ribasso in avvio, e’ riuscito a girare in positivo, al contrario di Merrill Lynch (MER), piombato di oltre 13 punti percentuali.

Nel comparto energetico, nuova seduta in rosso per il petrolio. Nonostante le minaccia dell’uragano Ike, diretto proprio verso le raffinerie dislocate nel Golfo del Messico, i futures con consegna ottobre sono scivolati ad un minimo intraday di $100.10; la chiusura si e’ attestata a quota $100.87, per un ribasso giornaliero di $1.81.


Contrastate le notizie giunte dal fronte macroeconomico. Le richieste di sussidio sono scese rispetto alla scorsa settimana ma si sono attestate ad un livello superiore alle attese; anche la bilancia commerciale ha deluso le stime degli economisti. Bene invece i prezzi alle importazioni, scesi del 3.7% ad agosto, segnando il primo calo da dicembre.

Tra i titoli del Dow Jones, le migliori performance sono state registrate da General Motors (GM) schizzato dell’11%, JP Morgan (JPM) e Microsoft (MSFT). Gli unici due titoli a chiudere in rosso sono stati Citigroup (C) e Johnson & Johnson (JNJ). Tra le altre azioni, forte rialzo per la societa’ editrice del New York Times (NYT) grazie all’acquisto di una quota del gruppo (6%) da parte dell’investitore miliardario messicano Carlos Slim.

Sugli altri mercati, sul valutario, euro ancora in flessione nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di giovedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.3955. In forte ribasso l’oro. I futures con consegna dicembre sul metallo prezioso hanno ceduto $17.00 a $745.50 l’oncia. Seduta positiva infine per i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.6220% dal 3.641% di mercoledi’.

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