Wall Street ritrova fiducia nell’immobiliare

26 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Dopo due ore di contrattazioni i listini sembrano aver trovato un po’ piu’ di forza rispetto all’apertura cautamente positiva. A spiegare gli acquisti a Wall Street, prima il rialzo delle guidance da parte di FedEx, poi il rimbalzo delle vendite di nuove case a giugno.

A livello settoriale, sono gli industriali a guidare i guadagni (+1.5%), seguiti da finanziari (+0.89%), utilities (+0.56%), energetici (+0.52%), tecnologici (+0.36%) e risorse di base (+0.22%).

Come anticipato, i listini avanzano grazie soprattutto all’unico dato macro della giornata: le vendite di nuove case a giugno hanno messo a segno un rimbalzo del 23.6%, dopo aver toccato minimi record a maggio. La notizia e’ certamente positiva anche se c’e’ chi fa notare che le nuove case rappresentano soltanto una minima parte dell’intero settore immobiliare Usa, che continua ad arrancare.

A livello societario, FedEx continua la sua corsa (+5.6%) dopo aver alzato le guidance del primo trimestre (che termina ad agosto), piu’ in la’ di quanto stimato dal consensus. Riviste in meglio anche le stime di Eps per l’esercizio fiscale 2011.

Balzo di oltre il 6% per Genzyme, che si mette cosi’ nuovamente in mostra dopo che la francese Sanofi Aventis ha ribadito la sua intenzione ha comprare la societa’ farmaceutica americana.

Il mercato sembra credere (e sperare) nel cambio al vertice di BP. L’addio dell’a.d. Hayward. Leggero calo per Ibm: la Commissione Ue ha avviato due inchieste antitrust contro il colosso dell’hardware. Si indaga su una presunta posizione dominante nel mercato dei server centrali.

Se gli indici americani, per quanto in territorio positivo, si stanno allontanando dai massimi intraday, i listini europei viaggiano vicini ai massimi di seduta. L’effetto traino e’ comunque legato al dato macro Usa.

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Incolore invece la reazione del mercato all’esito degli stress test sulle banche del Vecchio Continente. O per lo meno, sembra averli promossi, ma si guarda ai problemi rimasti sul tavolo.

Tra i commenti odierni si segnalano quelle dell’economista Nouriel Roubini, secondo cui la metodologia adottata dal Cebs non e’ realistica. L’idea e’ che non e’ stata presa in considerazione l’ipotesi di un peggioramento della congiuntura piu’ grave di quanto stimato. Anche Jim Rogers non si ‘ detto soddisfatto, definendo gli stress test una semplice operazione di pubbliche relazioni.

I volumi sono per ora sotto la media (NYSE 390 milioni contro una media di 521 milioni, Nasdaq 977 milioni di titoli passati di mano contro 1.03 miliardi di media), con i titoli in rialzo che sono in numero maggiore rispetto a quelli in ribasso ( 2298/633 sul NYSE, 1883/658 sul Nasdaq) e con i nuovi massimi che si confrontano con i nuovi minimi in rapporto di 205 a 12 sul NYSE e 95 a 18 sul Nasdaq.

Tra i settori, si distinguono in rialzo: Biotech-XBI/IBB +3%, Home Builders/Construction-XHB/ITB +2.5%, Banks-KBE +2.5%, Regional Banks-KRE +2.5%, Dow Transports-IYT +2.5%, REITs-IYR +2.2%. In ribasso: Volatility-VXX -3.4%, Grains-JJG -1.3%, Livestock-COW -1.1%, 20+ yr Treasuries-TLT -0.5%.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico i futures sul petrolio con consegna settembre invertono rotta e guadagnano lo 0.25% a $79.14. Il derivato con scadenza analoga dell’oro cede invece $0.51 a quota $1181.80 l’oncia. Sul valutario l’euro avanza dello 0.53% nei confronti della valuta Usa a $1.2978. Quanto ai Treasury, il rendimento sul benchmark decennale sale al 3.02% dal 2.9940% di ieri.