Wall Street risale dai minimi ma e’ la peggior settimana dal 2012

23 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Di segno moderatamente positivo a Wall Street l’ultima seduta della settimana, dall’andamento complessivo peraltro contrastato. Nella seconda meta’ della giornata e’ comunque prevalso l’effetto trainante del buon andamento nei settori energetico e delle materie prime. Al termine delle contrattazioni l’indice Dow Jones si e’ issato cosi’ a quota 13.080,73 dopo aver guadagnato 34,59 punti pari allo 0,27%. Analogo il comportamento del tecnologico Nasdaq, che a sua volta e’ cresciuto di 4,60 punti pari allo 0,15% chiudendo a quota 3.067,92. Infine lo Standard%Poor’s 500 e’ salito di 4,33 punti pari allo 0,31% per attestarsi in conclusione a quota 1.397,11. Su base settimanale il Dj ha ceduto l’1,2%, lo S&P 500 lo 0,5%, mentre il Nasdaq ha fatto registrare un incremento dello 0,4%.

Gli ultimi dati giunti dal settore immobiliare colgono impreparati gli investitori americani, gia’ depressi dalle prospettive di un peggioramento dell’economia cinese ed europea. Ci sono tutti i pressuposti perche’ si materializzi la peggior settimana dell’anno per la borsa statunitense, nonostante i principali indici azionari stiano tentando di risalire dai minimi di seduta.

I dati macro americani non riescono a offuscare la negatività generata dai dati sulla manifattura in Europa e in Cina, che ha portato in ribasso l’azionario europeo ed asiatico.

Le vendite di nuove case sono scese dell’1,6% in febbraio, sorprendendo in negativo mercati e analisti, che si aspettavano un miglioramento rispetto al mese precedente e la variazione piu’ positiva dal dicembre 2010. Al contempo i prezzi delle proprieta’ immobiliari sono saliti ai massimi di otto mesi.

Nella giornata di ieri sono stati i settori ciclici a guidare i sell che hanno portato l’S&P500 nuovamente sotto l’importante soglia di 1.400. Il listino è ora improntato per chiudere la settimana in rosso, dopo sei di fila in rialzo.

Si intensificano i timori in Europa, con lo spread BTP-Bund a dieci anni che punta verso l’alto incrementando i guadagni e balzando più del 2% oltre quota 326 punti base. Forte rialzo, di 6 pb, per i rendimenti sul decennale spagnolo, mentre arretrano di 4pb i rendimenti sui titoli tedeschi. Intanto l’euro avanza.

Deprezzamento per lo yen giapponese, con gli importatori che traggono vantaggio della forza mostrata in questi giorni. Divise quali il dollaro australiano dovrebbero chiudere la settimana in rosso, sui timori di un rallentamento globale.

Tra le società si evapora in fretta l’ottimismo per Nike, che dice di vedere una maggiore domanda ed un aumento delle vendite grazie alle Olimpiadi. Il gruppo di abbigliamento sportivo ha registrato utili netti migliori del previsto e annunciato un piano di acquisto di azioni proprie.

Il titolo cede pero’ oltre un punto percentuale sotto $110 dopo che gli analisti di Sterne Agee hanno sottolineato che i margini lordi hanno deluso le aspettative. Il broker conserva un giudizio di Buy sul titolo in vista dei Giochi di Londra.

Di tutt’altro tenore la performance di KB Home I titoli scivolano dopo che il costruttore di case ha riferito che gli ordini per le nuove case sono calati, pur registrando una perdita in calo nell’ultimo trimestre dell’esercizio fiscale.

Dal fronte economico degli Stati Uniti, attesi solamente dati sulle vendite di nuove abitazioni alle 15.00.

In ambito valutario, l’euro sul dollaro a $1,3258 (+0,58%). La moneta unica in leggero calo verso il franco svizzero a CHF 1,2053 (-0,03%), mentre contro lo yen sale dello 0,10%, a JPY 109,05.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio accelerano al rialzo con +1,78% a $107,23 al barile, mentre le quotazioni dell’oro +1,28% a $1.663,60.