Wall Street rimbalza, ma Facebook cala ed e’ gia’ in zona Orso (-20%)

21 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Sul Web 2.0 non ha rivali, ma con la trasformazione dell’hi-tech sempre piu’ verso la mobilita’ e a causa dell’anemicita’ del fatturato, non tutti gli investitori sono convinti che Facebook valga il prezzo affibiatole al debutto in borsa. Come dimostra la crescita dei ricavi di Facebook, non certo entusiasmante, in particolare sul fronte dei dispositivi portatili. Al momento i titoli scambiano sotto il prezzo dell’Ipo di venerdi’ di $38. Le azioni titoli del social network hanno scambiato ben sotto il prezzo dell’Ipo di $38, il 20% sotto il top di $45, cioe’ a $33.05. La chiusura e’ poi stata fissata a $34,03
(-4,202) un ribasso di -10,99% rispetto al primo giorno di quotazione venerdi’. Per essere ancora piu’ chiari: i gonzi che hanno comprato i titoli del social network al prezzo dell’Ipo di $38 hanno perso il 20% in 48 ore dal top di $45, adesso che il titolo non e’ piu’ sostenuto dagli acquisti fasulli dellle banche del consorzio di collocamento (tra cui Morgan Stanley).

Seduta ottima invece per il mercato azionario americano, Wall Street ha chiuso in rialzo rimbalzando dopo 6 sedute consecutive finite con il segno meno. Il Dow Jones ha guadagnato l’1,09% e chiuso a quota 12504,48; il Nasdaq e’ cresciuto del 2,46% a 2847,21 punti. Materie prime sotto pressione ed euro fiacco a $1,2743.

Dal summit del G8 di Camp David sono uscite indicazioni incoraggianti per il futuro del sistema bancario traballante in Europa. Monti ha avanzato una proposta coordinata europea per garantire la solvibilita’ degli istituti di credito.

Sin dai massimi 2012 toccati il 2 aprile, l’indice S&P 500 ha registrato un calo del -8,7%, trascinato in ribasso dalla negatività in arrivo dall’Europa, principalmente dalla possibilità di un’uscita della Grecia dall’euro. Resta comunque +3% nel 2012, dopo aver raggiunto fino a +13%. Solo in questo mese sono stati sottratti all’azionario globale circa $4 trilioni.

La Cina dovrebbe adottare una serie di “politiche fiscali proattive e una politica monetaria più prudente”, per far si di stimolare nel migliore dei modi la crescita economica della seconda più grande economia al mondo. Questo il messaggio lanciato dal Premier cinese Wen Jiabao, durante il fine settimana. In questi giorni dovrebbero arrivare annunci ufficiali su nuovi programmi di stimolo, secondo quanto riporta il China Securities Journal.

Sempre dalla Cina, notizie negative per la ripresa economica globale. Alcuni acquirenti cinesi di materie prime come ferro e carbone, avrebbero richiesto il differimento delle consegne ed in alcuni casi la cancellazione, in conseguenza del rallentamento dell’economia.

In giornata è previsto l’incontro tra i due leader di Francia e Germania, in vista del summit dell’Unione europea di mercoledì 23. Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, dovrebbe discutere con la sua nuova controparte francese, Pierre Moscovici, sulla moneta unica.

La Cancelliera tedesca Merkel e il Presidente francese Hollande dovrebbero invece discutere su come bilanciare il desiderio contrapposto dei due paesi, tra misure di austerità e di crescita.

Yahoo! e’ in buon rialzo, dopo che il sito web ha ricevuto un’offerta da $6,3 miliardi in contanti e 800 milioni in titoli da Alibaba, per poter riacquistare il 20% della quota detenuta dal gruppo Internet. Bene anche Google, a seguito dell’approvazione da parte delle autorità cinesi dell’operazione di acquisto da $12,5 miliardi di Motorola Mobility Holdings.

Restando nel comparto hi-tech, fari puntati ancora su Facebook, che secondo gli analisti di Barron’s non puo’ reggere sui livelli di prezzo dell’Ipo. Gia’ negli scambi tedeschi i titoli erano scesi sotto la soglia di $38. Nel pre-mercato Usa scambiavano a $36,72, in calo di quattro punti percentuali. In apertura il valore era ancora piu’ basso: $35,10 (-7,96%). I prezzi sono scesi anche in area $33, equivalenti ai minimi di seduta, tra volumi molto alti.

Nella prima giornata di trading, lo scorso venerdì, il titolo aveva chiuso in rialzo +0,6%, a $38,23, deludendo in parte le aspettative per quella che e’ stata la maggiore Ipo della storia dell’universo hi-tech. Se si confronta il valore del social media con quello di Google e altri rivali, si scopre che esso e’ sopravvalutato, in particolare tenuto conto dei problemi del gruppo a registare entrate dal business dell’utenza di dispositivi portatili.

La scorsa settimana, la società ha reperito ben $16 miliardi dall’Ipo, raggiungendo così una valutazione sui $104 miliardi, e diventando la settima società Usa più grande nel comparto tecnologia, superando colossi di più lunga data quali Cisco Systems e Qualcomm.

Morgan Stanley, la banca che si è presa cura dell’Ipo, sarebbe intervenuta nel mercato per evitare che nella giornata di venerdì il prezzo scendesse al di sotto dell’offerta, secondo quanto riportano alcune persone a conoscenza del caso.

Il fatturato di Facebook è ancora scarso, avvertono gli analisti. Per fare un paragone, Google, società valutata il doppio, ha un fatturato di circa 10 volte tanto, $37,9 miliardi, contro appena i $3,71 miliardi dell’impresa fondata da Mark Zuckerberg.

Dal fronte economico degli Stati Uniti, non sono attesi dati di rilievo.

In ambito valutario, l’euro scende nei confronti del dollaro con -0,30% a $1,2743, perdendo sullo yen -0,20% a JPY 101. Rapporto dollaro/yen in crescita dello 0,16% a JPY 79,29.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio sono in rialzo dello 0,21% a $91,67 al barile, mentre le quotazioni dell’oro sono in calo dello 0,15%, a $1.589,50 l’oncia. Quanto ai Treasury, i rendimenti a 10 anni scambiano all’1,72%, invariato rispetto alla chiusura di venerdi’.

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