WALL STREET RIMBALZA CON I FINANZIARI, MALE RETAIL

4 Giugno 2009, di Redazione Wall Street Italia

Le scommesse che un miglioramento delle prospettive per le banche e per le societa’ energetiche finira’ per dare i suoi frutti, spinge al rialzo i listini americani e cosi l’azionario e’ riuscito a ritrovare forza dopo la pausa presa ieri. Allo stesso tempo, tuttavia, gli investitori hanno venduto titoli in aree considerate piu’ sicure in tempi di incertezza, come ad esempio i sanitari e le societa’ che forniscono necessita’ primarie per i consumatori. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0.86% a 8750.24 punti, il Nasdaq l’1.32% a 1850.02 punti, mentre l’S&P 500 ha chiuso a quota 942.46, forte di un progresso dell’1.15%.

Ad alimentare la fiducia degli investitori nelle prospettive di una ripresa economica sono stati i dati diffusi dal Dipartimento del Lavoro, da cui e’ emerso un calo delle nuove richieste di sussidi di disoccupazione e il primo rallentamento degli indennizzi continuativi in 20 settimane. Le cifre sono giunte un giorno prima della pubblicazione del cruciale report del governo sull’occupazione nel settore agricolo.

La contrazione del numero di richieste di sussidio ha offerto agli investitori un segnale che l’economia potrebbe essere avviata verso una fase di stabilizzazione. L’idea che il peggio potrebbere essere passato e’ il motivo principale alla base del poderoso rally che ha visto i principali indici azionari guadagnare circa il 30% in tre mesi.

“Sembra che le cose si siano stabilizzate e che la gente stia andando a caccia di tutte le informazioni che si possono ottenere per poter determinare quale sara’ la direzione che prendera’ il mercato e l’economia”, dice Jim Sinegal, analista azionario di Morningstar. Un buon supporto e’ arrivato anche dall’aggiornamento sulla produttivita’ nel mese di maggio, che ha evidenziato un progresso piu’ marcato delle attese.

Nel frattempo gli analisti hanno promosso i titoli delle banche e rivisto al rialzo i prezzi del petrolio, attirando gli investimenti degli operatori in quei settori del mercato. I guadagni dei finanziari e delle aziende legate all’energia hanno messo in secondo piano le deboli notizie giunte sul fronte delle spese al consumo. Sono molte le aziende di vendite al dettaglio che oggi hanno annunciato una contrazione dei ricavi registrati in maggio dai negozi aperti da almeno un anno negli Stati Uniti.

Le banche hanno ricevuto un’iniezione di fiducia dai commenti degli analisti di RBC Capital Markets, secondo cui il peggio della crisi finanziaria e’ ormai alle spalle. Il benchmark settoriale KBW, composto dai 24 principali istituti del Paese, ha fatto un balzo del 4.3%. KeyCorp ha guadagnato oltre il 16% sulla scorta della promozione dei titoli a Top Pick da Sector Perform annunciata da RBC. In spolvero anche Goldman Sachs, (+5%) dopo che gli analisti di Bernstein hanno rivisto al rialzo il rating sui titoli del gigante finanziario.

I dati che hanno mostrato un miglioramento della situazione lavorativa, uniti al deprezzamento del dollaro, hanno spinto al rialzo i prezzi del petrolio, saliti sui massimi del 2009. Cio’ ha sicuramente aiutato i titoli delle aziende energetiche a registrare rialzi importanti. Tra queste Anadarko Petroleum (+4%) e Occidental Petroleum (+3%).

La lettera colpisce invece il settore retail, con colossi come Macy’s (-3%) e Abercrombie & Fitch (-10%) che hanno perso terreno dopo aver annunciato di aver riportato una flessione delle vendite nei negozi statunitensi aperti da almento un anno. Gli investitori sono preoccupati che i consumatori rimangano ancora per un po’ riluttanti a mettere mano al portafoglio.

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Sul Nasdaq ben intonata Apple (+2%). Si tratta dell’ottava seduta in rialzo consecutiva, la serie piu’ lunga da due anni a questa parte. Gli analisti di Oppenheimer hanno rivisto al rialzo le previsioni sugli utili e il prezzo obiettivo del colosso informatico produttore dei computer Macintosh e dell’iPhone.

Negli ultimi mesi gli investitori si sono trovati a dover fare i conti con segnali contrastanti sulle condizioni economiche e al momento gli osservatori si interrogano su quanto il rally primaverile e’ sostenibile e giustificato. “Se ci troviamo all’inizio di una convincente ripresa economica, allora i livelli in cui si trova il mercato azionario hanno assolutamente senso”, dice Michael Darda, economista di MKM Partners. “Ma se scopriremo che per vedere una ripresa bisognera’ aspettare la fine dell’anno, allora il mercato potrebbe ritrovarsi a navigare in cattive acque.”

In attesa di ricevere segnali piu’ chiari sulle sorti dell’economia, gli investitori rimarranno probabilmente concentrati sui fattori che attualmente piu’ preoccupano le loro ore di veglia, come i livelli di disoccupazione, l’impennata dei prezzi delle materie prime e la persistente debolezza del dollaro. Sul valutario, l’euro ha chiuso in rialzo sulla controparte americana. Nel tardo pomeriggio di giovedi’ il cambio e’ pari a $1.4180.

Nel comparto energetico, favoriti dalla revisione al rialzo del target price da parte di Golman Sachs, i futures con consegna luglio guadagnano $2.69 a $68.81 al barile, portandosi sui livelli piu’ alti da inizio anno. La banca d’affari ha alzato il prezzo obiettivo, segnalando che il rally visto negli ultimi giorni potrebbe essere solo “la prima fase di un movimento rialzista che dovrebbe accompagnare la ripresa dell’attivita’ economica”. In netto rialzo l’oro, salito a $982.30 (+$16.70) l’oncia. In calo invece i Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 3.7160% dal 3.5510% di ieri.