WALL STREET RIMBALZA CON ACCORDO SU PIANO

11 Febbraio 2009, di Redazione Wall Street Italia

Dopo aver oscillato tra il rosso e il nero per gran parte della seduta, Wall Street riesce a chiudere la giornata in rialzo, non lontana dai massimi di seduta, sostenuta dalle notizie provenienti da Washington, dove il Congresso Usa e l’amministrazione Obama hanno raggiunto un accordo sul pacchetto di stimoli da $789 miliardi che comprende tagli alle tasse e nuova spesa pubblica per salvare l’economia Usa in crisi. Il Dow Jones ha segnato un +0.64% a 7939.53, mentre l’S&P 500 ha registrato un progresso dello 0.8% a 833.74 a fronte dei massimi intraday di +1.3%. Piu’ modesto il rialzo del Nasdaq (+0.38% a 1530.50), su cui pesa il calo del produttore dei palmari Blackberry RIM.

A favorire il rally dopo le ingenti perdite di martedi’, quando l’S%P ha perso il 4.9% (peggior risultato dall’insediamento di Obama), e’ soprattutto la corsa dei finanziari, i piu’ bersagliati dall’ondata di vendite di ieri. I titoli hanno chiuso in forte rialzo (indice settoriale +4.8% circa). Ma la pesantezza dei settori energia, depresso dal brusco calo dei prezzi del petrolio, e tech ha limitato i guadagni.

Oltre all’accordo sul piano di rilancio economico, gli investitori hanno posto particolare attenzione alle audizioni al Congresso dei manager delle principali banche Usa, sperando di ottenere indicazioni aggiuntive sull’impatto che avra’ il piano di savataggio del sistema finanziario, illustrato ieri dal segretario al Tesoro, Timothy Geithner e gia’ bocciato sul nascere dal mercato.

Tra i singoli titoli Bank of America sale del 9% circa, mentre Citigroup fa un balzo di oltre il 10% dopo il tracollo della vigilia (-15%) innescato dallo scetticismo del mercato sull’efficacia del piano di salvataggio bancario. Exxon Mobil scivola di oltre il 2%, dopo che le quotazioni del greggio sono piombate sui minimi di tre settimane nel giorno dell’annuncio da parte del governo dell’incremento superiore alle stime delle scorte di barili di petrolio.

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Debolezza diffusa nel comparto tech, dove Research In Motion scivola del 14.5% circa dopo aver emesso un outlook deludente sui prossimi risultati trimestrali. Di tutt’altro tenore la performance della societa’ di chip Applied Materials, nonostante la perdita fiscale ed il calo pronunciato delle vendite. Perdita anche per l’azienda di schede grafiche Nvidia, il cui titolo chiude in calo di oltre il 12%.

Sul fronte macro, e’ stata tiepida la reazione degli investitori al rilascio del dato sulla bilancia commerciale, il cui deficit si e’ ristretto nell’ultimo mese, anche se in misura inferiore rispetto alle stime. Sono crollate invece le richieste di mutui ipotecari nell’ultima settimana.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico, seduta negativa per il petrolio. I futures con consegna marzo hanno perso $1.61 a $36.13 al barile. Sul valutario, euro in calo nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di mercoledi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.2892. In deciso progresso l’oro: i futures con consegna aprile hanno guadagnato $30.30 a $944.50 l’oncia. In rialzo infine i Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 2.7620% dal 2.8470% di martedi’.