Wall Street riesce ad estendere i rialzi. Focus sul lavoro

3 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

L’ennesima seduta caratterizzata dall’alta volatilita’ si consuma senza drammi, anzi con bassi volumi e rialzi degli indici. Il mercato e’ riuscito pertanto ad ampliare i guadagni di ieri, dopo che a meta’ seduta il Dow Jones era passato in rosso, con una certa debolezza riscontrata anche per l’S&P 500.

Il Dow Jones chiude quasi invariato (+0.06%) a quota 10255.28), il Nasdaq guadagna lo 0.96% in area 2303.03, mentre l’S&P 500 sale dello 0.4% a 1102.82 punti. L’indice allargato ha cancellato le perdite dopo che i titoli finanziari e quelli legati alle commodity sono risaliti dai minimi di giornata. Ogni quattro titoli in rialzo tre sono risultati in calo sulla Borsa di New York, dove circa 880 milioni di titoli sono passati di mano. Sull’indice composito i volumi hanno raggiunto i 4 miliardi.

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I listini hanno oscillato intorno alla parita’ per tutto il corso della seduta, durante la quale si sono intensificate le speculazioni circa il rapporto governativo mensile sulla situazione lavorativa che verra’ pubblicato domani. Secondo le stime i dati dovrebbero mostrare che l’economia si sta riprendendo bene, mettendo da parte i timori che la crisi del debito sovrano europeo e le iniziative intraprese dalla Cina per arginare la rapida crescita nazionale comprometteranno la crescita mondiale.

Wells Fargo e JP Morgan Chase hanno perso oltre un punto percentuale, trascinando al ribasso il comparto delle banche dopo che l’euro e’ tornato ad avvicinarsi ai minimi di quattro anni nei confronti del dollaro. A pesare sulla moneta unica sono i rumor secondo cui la Banca Centrale Europea potrebbe ricorrere ad un aumento della liquidita’ del sistema finanziario.

All’interno del comparto minerario, spiccano i cali di Freeport- McMoRan Copper & Gold. Il colosso dei metalli preziosi ha ceduto il 5% circa dopo aver anticipato che i piani cinesi di rallentare la crescita nazionale colpiranno la domanda di rame.

Il tutto accade all’indomani di una seduta che ha visto gli indici accelerare al rialzo nell’ultima parte della seduta grazie al recupero degli energetici. Per l’S&P 500 e’ stato il terzo maggior rialzo quest’anno. Il benchmark di Wall Street e’ il rialzo del 3.94% rispetto ai minimi toccati lo scorso 8 febbraio a 1054.74. Rispetto alla stessa data, quando aveva chiuso a 9908.30, il Dow e’ cresciuto del 3%.

Gli operatori hanno avuto gli occhi puntati sul ricco calendario macro. Il primo dato della giornata (arrivato alle 14:15 ora italiana) ha riguardato l’ADP Employment Report di maggio: nel settore privato sono stati creati 55 mila posti, meno delle attese. si tratta comunque del quarto incremento consecutivo. Meglio delle stime, invece, le richieste di sussidi di disoccupazione, in calo per la seconda settimana di fila.

Il dato finale della produttivita’ del primo trimestre rappresenta invece il minor incremento dal primo trimestre 2009 e si e’ rivelato inferiore alle previsioni. Gli ordini alle fabbriche di aprile sono cresciuti meno del previsto. Invariato l’ISM non manifatturiero di maggio.

Si parla anche di politica monetaria nel giorno in cui si sono tenuti diversi discorsi da parte di membri della Fed, in primis del numero uno Ben Bernanke. Quest’ultimo si e’ detto “particolarmente” preoccupato per il tasso di disoccupazione, che rimane alto nonostante la ripresa dell’economia americana. Il governatore della banca centrale americana ha fatto notare le difficolta’ delle piccole aziende ad accedere al credito.

Dennis Lockhart, presidente della Fed di Atlanta, ha detto che “le condizioni richieste per un cambiamento della politica monetaria non ci sono ancora. Tuttavia, con l’economia in miglioramento e un mercato finanziario piu’ solido tassi estremamente bassi potrebbero non esser piu’ necessari per promuovere la ripresa”. Per l’esperto, la banca centrale dovra’ iniziare ad alzare i tassi nonostante un tasso di disoccupazione sostenuto.

Si guarda anche al settore retail le cui vendite a maggio indicano andamenti contrastanti, segno che i consumatori sono meno convinti a darsi allo shopping. Va considerato che il week end di festa del Memorial Day quest’anno e’ stato una settimana dopo rispetto all’anno scorso, adendo dunque a inizio giugno. Per gli esperti la prova del 9 sara’ nel mese in corso.

Target ha visto vendite in crescita dell’1.3%, meno delle sue stesse attese. Macy’s ha registrato un +1.4%. limited Brands un +5% centrando le stime grazie alle divisioni Victoria’s Secret. Un +9% per Costco Wholesale, ma e’ meno di quanto gli esperti avevao previsto. Tra gli altri, Hot Topic segna un -9% tradendo le stime.

BP si lascia andare alle vendite nel giorno della bocciatura da parte di Moody’s, a AA3 da AA2. Il rating di Fitch passa a AA da AA+ con outlook negativo. Gli operatori si chiedono se la crisi nel Golfo del Messico possa o meno alterare la politica dei dividendi del colosso britannico, che l’anno scorso aveva distribuito oltre $10 miliardi.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico le quotazioni del greggio chiudono in rialzo favoriti dalla pubblicazione delle scorte – calate piu’ del previsto nell’ultima settimana. I futures con consegna luglio segnano un +$1.75 attestandosi a quota $74.61 al barile (+0.40%). Sul valutario la moneta unica quota $1.2156 (-0.74%). L’oro cede $12.30 in area $1208.30. Quanto ai Treasury, il rendimento sul benchmark decennale si trova al 3.3790% dal 3.3340% di ieri (-45 punti base).