WALL STREET: RIBASSO, MA RECUPERA SUL FINALE

17 Novembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Seduta nervosa e in rosso a Wall Street, con forte scivolata intraday del Nasdaq (che perdeva a meta’ giornata fino al 2.0%) con un netto recupero degli indici proprio sul finale. Il mini-rimbalzo, che ha permesso alla borsa Usa di dimezzare le perdite, e’ stato dovuto a ordini buy intervenuti su alcuni titoli tecnologici piu’ sacrificati (Yahoo perdeva fino al 5.7% a un’ora dalla chiusura, ma poi ha chiuso a -3.05%).

Al suono della campana il Dow Jones termina in ribasso dello 0.59% (era calato fino a -1.34%) a quota 9710, il Nasdaq lascia sul campo l’1.07% a 1909 punti, l’indice S&P500 e’ arretrato dello 0.64% a 1043 punti.

La paura del terrorismo e’ certamente l’elemento che, dal punto di vista psicologico, ha maggiormente condizionato la seduta. Alla vigilia del viaggio in Gran Bretagna del presidente Bush – con una Londra blindata e in stato d’allerta ad attenderlo – anche la Borsa americana, così come le piazze europee e quella giapponese, non è rimasta immune alle tensioni generate dagli attentati alle due sinagoghe di Istanbul e al messaggio radio attribuito a Saddam Hussein, in cui vengono annunciate nuove ritorsioni verso le truppe alleate in Iraq. Senza contare, poi, le indiscrezioni circolate negli ambienti di Borsa in merito a possibili nuovi attentati nel mondo occidentale.

Eppure sono molti gli operatori che parlano di un alibi per portarsi a casa comunque i profitti, piu’ che di un cambio reale nel sentiment del mercato.

Il tono, sostanzialmente, resta positivo, e le principali ragioni risiedono nel miglioramento dei dati economici. Oggi e’ stata la volta del New York Empire State Index , che misura l’attivita’ manifatturiera nell’area di New York. A novembre l’indicatore e’ cresciuto al livello record di quota 41, ben al di sopra del consensus di Wall Street di 31,2 punti.

Sul fronte societario, da segnalare l’accordo di fusione raggiunto tra St. Paul (SPC) e Travelers (TAPA). Dall’operazione, il cui valore ammonta a circa 16 miliardi di dollari, nascera’ la seconda piu’ grande compagnia assicurativa americana nel ramo commerciale.

Tra i titoli in maggiore perdita segnaliamo American Express (AXP), Intel (INTC) e McDonald’s (MCD), tutte in calo. Microsoft ha toccato il minimo di 5 mesi a quota $25.02 ed e’ stato il titolo di gran lunga piu’ attivo del Nasdaq. Bersagliato dai sell il comparto internet, con perdite secche per Yahoo (YHOO) e Amazon.com (AMZN) (vedi Titoli Caldi). Hanno ceduto terreno anche i semiconduttori, nonostante l’upgrade di alcune banche d’affari.

Male anche il settore finanziario, appesantito da Morgan Stanley – sostanzialmente invariata – e Charles Schwab, che ha lasciato sul terreno poco meno di 5 punti percentuali. Debole anche il settore farmaceutico. Merck è regredita intorno al punto percentuale e Pfizer intorno al mezzo punto, mentre Wyeth ha perso circa il 2,5%, colpita dalle stime di Merrill Lynch, che ha ridotto la sua valutazione sul titolo.

Nel comparto grande distribuzione, in ribasso sono risultate Lowés, arretrata intorno al 2%, e la rivale Home Depot, calata intorno al 2,5%. In caduta, infine, il produttore di giocattoli Toys ‘R’ Us, crollato di oltre il 10% dopo aver tagliato le previsioni annuali ed aver annunciato la chiusura di complessivi 182 negozi (proprio prima del cruciale periodo natalizio, il che ha preoccupato il mercato).

L’oro oggi ha avuto un andamento estremamente volatile. Dopo aver raggiunto i nuovi massimi di sette anni, a un passo dai $400 all’oncia, il metallo giallo ha invertito bruscamente la rotta passando a cedere quasi fino a $10, per poi riprendersi di nuovo, recuperando quasi tutte le perdite. L’ultimo prezzo spot quotava $390,70 all’oncia (per i dettagli su decine di titoli in rialzo sul NYSE e sul NASDAQ, controllare Titoli Caldi, Rumors e Target News, in tempo reale per gli abbonati a INSIDER).