WALL STREET: RIBALTONE, GLI SHORT HANNO LA MEGLIO

19 Maggio 2004, di Redazione Wall Street Italia

Seduta negativa e grande volatilita’ a Wall Street. Il Dow Jones chiude con un ribasso dello 0,31% a quota 9937, il Nasdaq finisce assolutamente invariato, a +0,02%. Il fatto clamoroso e’ che appena due ore prima della chiusura gli indici americani erano in forte rialzo, il Nasdaq guadagnava addirittura l’1,3%.

Come mai questo ribaltamento in cosi’ poco tempo? Le vendite sono fioccate quando il costo del greggio ha ricominciato all’improvviso a salire, superando la soglia di 41 dollari al barile.

Il rialzo e’ dipeso da una dichiarazione del presidente degli Stati Uniti George Bush, che ha escluso di voler ricorrere alle riserve strategiche Usa di petrolio per calmierare i prezzi. La micidiale miscela costituita da greggio caro e tassi in rialzo, non piace affatto ai mercati azionari Usa.

A mantenere in linea di galleggiamento il mercato hi-tech del Composite (che da qualche seduta non risce a schiodarsi dall’area di quota 1900) ha contribuito il secondo produttore mondiale di personal computer, Hp, in progresso del 3,6% dopo avere comunicato una buona trimestrale e avere annunciato di attendersi per il secondo scorcio dell’anno ricavi compresi tra i $39,7 e i $40,7 miliardi: al di sopra delle previsioni degli analisti.

Sulla scia di Hp, si sono accodate l’altro colosso di pc, Ibm, avanzato dell’1,1% dopo le previsioni ottimistiche rilasciate sul futuro, e l’Internet company Yahoo!, progredita dello 0,5%. Bene, ancora, la casa farmaceutica Alaris Medical Systems (+ 17,8%) dopo che Cardinal Health ha deciso di acquisirla per $2 miliardi e Kroll (+30,1%) società attiva nella sicurezza aziendale, acquisita per 1,9 miliardi di dollari dalla compagnia assicurativa Marsh & McLennan.

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Sul fronte dei ribassi, invece, si segnalano le compagnie aeree trascinate in picchiata da Continental Airlines (-3,2%) la quale – proprio per l’emergenza petrolio – ha deciso l’aumento, con effetto immediato, delle tariffe aeree. Ancora tra le aziende in flessione, spiccano General Electric (-0,5%), Citigroup (-0,3%) e Exxon Mobil (-0,2%), considerate come le tre società più munifiche, nel 2004, in termini di divedendi pagati ai loro azionisti.