WALL STREET RESTA DEBOLE DOPO BERNANKE

7 Ottobre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street non si risolleva e a poco piu’ di un’ora dalla fine delle contrattazioni segna ribassi superiori ai due punti percentuali (controlla la performance in tempo reale). Il rimbalzo della mattinata ha avuto vita breve, le ultime mosse della Fed non sono state sufficienti a distendere il clima tra gli investitori.

Intervenuto a Washington il presidente della Banca Centrale, Ben Bernanke, ha dichiarato che i rischi per la crescita economica sono aumentati, una minaccia che al momento pesa piu’ dell’incremento dei prezzi. Un’apertura dunque ad un eventuale taglio del costo del denaro, secondo alcuni operatori gia’ prima del meeting previsto per la fine del mese.

Gia’ nn mattinata la Fed era intervenuta sui mercati con due annunci. A quello iniziale sull’aumento di liquidita’ tramite TAF (che aveva deluso gli operatori), aveva fatto seguito l’altro sulla creazione di un “Commercial Paper Funding Facility”, uno strumento speciale con il quale la Banca Centrale acquistera’ i commercial paper non garantiti con scadenza tre mesi. Lo SPV (Special Purpose Vehicle) sara’ attivo fino al prossimo 30 aprile.

Data l’estrema tensione sui mercati globali pero’, gli investitori sperano ora in un piano concordato delle Banche Centrali per un taglio dei tassi. Alcuni trader avevano scommesso che, dopo il crollo dei mercati di ieri, ci sarebbe stata una risposta concertata ai timori degli investitori. Il piano di salvataggio da $700 miliardi, se avra’ alcuni effetti, richiedera’ ancora del tempo per produrne. Gli operatori ritengono pertanto che sia necessaria una manovra coordinata delle Banche Centrali per limitare i danni della crisi.

Nella giornata di ieri si e’ assistito ad un forte taglio (-1%) dei tassi d’interesse in Australia, la Bank of England dovrebbe ridurre il costo del denaro il prossimo giovedi’. Il meeting della Fed e’ previsto per la fine del mese e gli operatori hanno iniziato a scontare un abbassamento dei fed funds di 50 punti base.

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Intanto crescono i timori sui profitti aziendali. Nel settore finanziario, Bank of America ha riportato un calo del 68% degli utili, ridotto il dividendo, ed affermato che raccogliera’ nuovo capitale per circa $10 miliardi. Il titolo perde il 20% circa. Giu’ pesante anche Morgan Stanley a causa di alcuni rumors
sulle trattative di vendita di una quota della societa’ al gruppo giapponese Mitsubishi. Pressioni anche sulle banche britanniche Royal Bank of Scotland (-40%), Lloyd TSB e Barclays: la BBC ha riportato che tutte e tre sarebbero pronte a richiedere un’iniezione di capitali al governo per un totale di 15 miliardi di sterline.

Subito dopo la chiusura delle borse si entrera’ nel vivo della stagione degli utili con i numeri di Alcoa. Il gigante dell’alluminio dovrebbe riportare un EPS di 61 centesimi, in calo rispetto allo scorso anno.