Wall Street resta cauta

28 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Apertura appesa alla parita’ per Wall Street impegnata ancora a digerire la prima lettura del Pil Usa del quarto trimestre: per quanto sotto le attese (+3,2% contro stime di +3,7%), il dato ha mostrato vendite finali ai massimi dal 1984. Molto bene anche l’export. In calendario resta il dato finale della fiducia Michigan di gennaio.

Sul fronte societario, ecco i titoli da monitorare:

– Ford (F) ha registrato nel quarto trimestre profitti in calo del 79%.

– Amazon (AMZN) ha deluso sul fronte dei margini trimestrali.

– Microsfot (MSFT) ha messo a segno utili in calo ma i ricavi sono cresciuti del 5% grazie alla solida domanda del pacchetto Office e del dispositivo per videogiochi Kinetic.

– Honeywell International (HON) ha piu’ che raddoppiato l’utile netto trimestrale.

– Chevron (CVX) ha avuto un balzo dei propri profitti grazie al rialzo dei prezzi del greggio e alla vendita di alcuni asset.

Sempre in tema di Stati Uniti l’attenzione e’ rivolta pero’ anche all’avvertimento di Moody’s, che ha affermato che il tempo per abbassare l’outlook da stabile negativo sul rating AAA degli Usa si sta avvicinando, poiche’ il deficit del paese continua a crescere. La nota dell’agenzia di rating arriva all’indomani del taglio del giudizio sul Giappone . L’indice Nikkei nel primo giorno utile per reagire al taglio dell’agenzia di rating ha perso l’1,1%. L’Hang Seng a Hong Kong ha visto un -0,7%, Shanghai +0,1%.

In Europa l’attenzione e’ sulla Spagna, dove i sindacati hanno raggiunto un accordo per alzare l’eta’ pensionabile a 67 da 65. La riforma pensionistica, insieme a misure per aiutare le banche in difficolta’, e’ una componente cruciale della lotta del paese alla crisi del debito. Madrid e’ in questo momento la borsa Ue migliore nonostante un dato sulla disoccupazione allarmante.

Da segnalare l’importante analisi sul trend futuro del Ftse Mib.

Sul fronte valutario l’euro perde la soglia psicologica di $1,37, nonostante la Cina, che continua ad acquistare ingenti quantita’ della moneta unica e a fare incetta anche di bond europei.

Sugli altri mercati, i futures con scadenza marzo segnano un rialzo dello 0,44% a $86,02 il barile. I contratti con scadenza analoga dell’oro segnano -0,59% a $1312 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro cede lo 0,27% a $1,3697. Quanto ai Treasury, il rendimento sul decennale vale 3,4310% da 3,385% di ieri.