WALL STREET RECUPERA E CHIUDE IN POSITIVO

14 Settembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

Dopo il brutto avvio gli indici azionari americani hanno recuperato terreno chiudendo la seduta in leggero rialzo. Il Dow Jones e’ avanzato dello 0.13% a 13442, l’S&P500 dello 0.02% a 1484, il Nasdaq dello 0.04% a 2602. Il miglioramento della fiducia dei consumatori ha controbilanciato le deludenti vendite retail e la preoccupante notizia giunta dal comparto del credito.

Ad alimentare forti vendite nelle contrattazioni del pre-mercato era stata l’operazione di salvataggio della societa’ inglese di mutui ipotecari Northern Rock da parte della Bank of England. Il gruppo, il terzo in Gran Bretagna nel comparto dei mutui, con assets pari a $35 miliardi, a causa dell’incremento dei tassi d’interesse e’ stato costretto a richiedere un finanziamento d’emergenza alla Banca Centrale e a tagliare le stime sui risultati fiscali.

Il fatto ha risollevato i timori sul comparto del credito soprattutto considerando che ad oggi si tratta del piu’ grosso salvataggio di emergenza degli ultimi 30 anni da parte della Bank of England per una crisi di liquidita’.


La notizia e’ arrivata come una doccia fredda per i mercati, dopo una settimana positiva caratterizzata da buone news dalle aziende americane e dalla speranza di un taglio dei tassi d’interesse da parte della Fed. L’indice S&P500 aveva registrato un progresso del 2% nelle ultime quattro sedute spinto da questo mix di scenari ottimistici.

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A permettere agli indici di recuperare terreno e’ stato nell’arco degli scambi il buon dato sulla fiducia fiducia Michigan salita inaspettatamente piu’ delle previsioni. “Finche’ continuera’ ad esserci un certo ottimismo tra le famiglie americane, i mercati azionari potranno contare su un valido supporto” hanno commentato gli analisti.


Positiva la lettura dei prezzi all’importazione, scesi per la prima volta da gennaio, mentre ad alimentare alcune preoccupazioni e’ stato il contenuto rialzo delle vendite al dettaglio, pari a +0.3% contro lo 0.5% atteso, peraltro originato dalla forza nel comparto dell’auto. Esclusa tale componente infatti l’indicatore e’ risultato in ribasso dello 0.4%. Leggermente inferiore alle attese, infine, il dato sulla produzione industriale di agosto.

Gli operatori restano fiduciosi sul varo di una politica monetaria “accomodante” da parte della Fed. Il problema sta nel fatto che la Banca Centrale americana fino a questo momento ha offerto solo segnali contrastanti. Da un lato intende mantenere un buon livello di liquidita’, dall’altro continua a ritenenrsi preoccupata dall’inflazione ed imputa la causa dell’attuale situazione alle cattive politiche adottate nella concessione dei prestiti. L’incontro del FOMC e’ previsto per martedi’ 18 settembre.

Tra le blue chip, a pesare sull’indice industriale e’ stata particolarmente la povera performance di American Express (AXP) (in linea con il comparto finanziario), male anche il colosso dei chip Intel (INTC) costretto a scontare un downgrade di Merrill Lynch, bene invece, Alcoa (AA) salito di oltre il 3%.

Nel comparto energetico in calo il petrolio. I futures con consegna ottobre sono arretrati di 99 centesimi a $79.10 al barile. Il rialzo settimanale e’ di +3.1%.

Sul valutario, euro sempre sui massimi ma in lieve flessione nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di venerdi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.3875. Stabile l’oro: i futures con consegna dicembre hanno chiuso a quota $717.80 all’oncia, in ribasso di appena 10 centesimi. In recupero infine i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.4620% dal 4.4820% di giovedi’.