Wall Street recupera e chiude bene

12 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Wall Street rimbalza e chiude bene dopo che sui mercati si e’ diffuso un report secondo cui il governo italiano sarebbe in trattative con il fondo sovrano di Pechino, China Investment Corp., per “significativi” acquisti di bond Italia e anche per investimenti in aziende strategiche.

Wall Street ha chiuso in rialzo spinta dalla speranza che l’Italia possa ottenere il sostegno della Cina sui titoli di stato per tranquillizzare gli investitori. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,63% a quota 11061,12; il Nasdaq e’ cresciuto dell’1,10% a 2495,09 punti.

In giornata ha parlato però il presidente degli Stati Uniti Barack Obama: lo ha fatto dal giardino delle Rose della Casa Bianca, affermando che manderà oggi stesso al Congresso il piano che ha stilato per risollevare i fondamentali dell’economia degli Stati Uniti, soprattutto stimolando il mercato del lavoro. “Questo disegno di legge è basato su idee democratiche e repubblicane, e non ha carattere politico”, ha detto Obama. “Non ci saranno giochetti, nè politica, né ritardi”, ha aggiunto, affermando che il disegno di legge dovrà essere approvato dal Congresso in via immediata. Il piano ha un valore di $447 miliardi rilevanti. “Non c’è ragione di non approvare questo piano, che è bipartisan”, ha ricordato il presidente.

Ma proprio mentre Obama parla, arriva la conferma temuta da parte di Bank of America, che ammette di avere un piano per tagliare una forza lavoro di 30.000 unità.

Gli Stati Uniti continuano a scontare inoltre anche i problemi europei, che si sono acuiti con le dimissioni, lo scorso venerdì, di Juergen Stark, membro della Bce.

Stark ha chiaramente espresso il proprio dissenso sulla decisione dell’istituto di acquistare bond italiani e spagnoli sbattendo letteralmente la porta. Il futuro dell’Europa, con il default della Grecia ormai scontato, mette sotto pressione l’azionario globale e scatena l’avversione al rischio, come dimostrato anche dal tonfo recente dell’euro.

Si guarda poi con particolare attenzione a quanto sta accadendo in Francia: cali a percentuali a due cifre per le banche, dopo l’avvertimento di Moody’s su tre istituti, ma anche l’esplosione di una centrale nucleare, che getta ancora più nello scompiglio l’indice azionario di Parigi.

Sul fronte valutario, l’euro riesce a rialzare la testa, complici anche le dichiarazioni che arrivano dalla Germania, che parla di una ristrutturazione del paese e non di una sua uscita dall’euro. La moneta unica si attesta a quota $1,3618, con una performance al ribasso dello 0,23%, e continua a viaggiare sui minimi degli ultimi 10 anni contro lo yen, a quota 105,009 (-0,86%). L’euro perde anche contro il franco svizzero, a CHF 1,2058 (-0,15%), mentre il dollaro cede contro lo yen attorno a quota 77,07. E dopo una performance inizialmente positiva il Dollar Index ovvero l’indice generale che misura la performance del biglietto verde contro le principali valute globali, rimane praticamente ingessato.

Sul fronte delle commodities, i futures sul petrolio scendono dell’1,27%, a quota $86,13 al barile, mentre le quotazioni dell’oro arretrano a $1.841,70 l’oncia, in flessione dello 0,96%.