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WALL STREET RECUPERA DOPO IL PANICO INIZIALE

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Dopo le forti vendite che hanno colpito nuovamente l’azionario in apertura, i listini hanno recuperato quota negli ultimi minuti di scambi, grazie all’incoraggiante dato sul comparto manifatturiero che ne ha evidenziato un’espansione nell’ultimo mese. Dopo un’ora e mezza circa dall’avvio delle contrattazioni il Dow Jones cede lo 0.60% a 12208 dopo essere arrivato a segnare una perdita di oltre 200 punti, l’S&P500 lo 0.39% a 1401 (minimo 1380), il Nasdaq lo 0.66% a 2400 (minimo 2359).

A rincuore gli operatori e’ stato il dato macro sull’ISM manifatturiero che nel mese di febbraio ha registrato una crescita a 52.3 punti, oltre le attese degli analisti (50) e in recupero dal calo dello scorso mese.

Ad intensificare le vendite in avvio era stata una serie di motivi legati a diversi fronti
Qualche broker ha segnalato che la causa della negativita’ sui mercati sarebbe da ricercare nelle tensioni valutarie relative ai futures sullo yen, salito ai massimi di 11 settimane nei confronti del dollaro (clicca su Target News) per via di dichiarazioni del ministro del Tesoro giapponese e di questioni relative al cosiddetto carry-trade. Altri hanno messo in evidenza i fallimenti di alcuni hedge funds e i rischi di default in alcune banche Usa che operano nel comparto dei mutui immobiliari.

Hanno avuto un certo impatto anche le nuove dichiarazioni via satellite da Tokyo dell’ex presidente della Fed, Alan Greenspan, secondo cui una recessione negli Stati Uniti e’ possibile, non probabile, a causa dello sboom del mercato immobiliare.

In ogni caso altri fattori stanno influendo negativamente sui mercati (compresa la questione di un possibile taglio dei tassi da parte della Fed: leggi dettagli in Target News).

Ad un certo punto il New York Stock Exchange ha fatto addirittura scattare il blocco degli ordini automatici di vendita per limitare l’eccesso di ribasso. D’altronde i listini avevano violato i minimi dello scorso martedi’, in cui si verifico’ la prima ondata di vendite (per i dettagli sui valori di S&P500, Nasdaq Composite e Dow Jones Industrial Average, clicca su Target News).

Contrastati gli altri dati macro diffusi in giornata. A gennaio la spesa al consumo e’ cresciuta dello 0.5% in misura inferiore al reddito personale (+1%), accompagnata da un’impennata dei prezzi al consumo dello 0.3% che ha spinto il tasso annuale oltre il tetto massimo della fascia di tolleranza stabilita dalla Fed. Superiori alle attese le nuove richieste di sussidio da parte dei senza lavoro, cresciute di 7 mila unita’ a 358 mila, in calo dello 0.8%, invece, la spesa per le costruzioni.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico il greggio cede 17 centesimi a $61.62 al barile. Sul valutario l’euro e’ in calo rispetto al dollaro a quota 1.3166. L’oro avanza di $1.70 a $674.20 l’oncia. Invariati i titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ fermo al 4.55%.