WALL STREET RECUPERA CON COLPO DI RENI FINALE

8 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

Dopo aver trattato quasi per l’intera seduta in rosso, i listini azionari americani sono riusciti a chiudere poco distanti dalla parita’ grazie al colpo di reni finale. L’attesa per la decisione della Federal Reserve sui tassi d’interesse, in calendario per mercoledi’ (giovedi’ sara’ la volta della BCE) e la chiara condizione di ipercomprato in cui si stanno muovendo gli indici avevano dato la stura alle prese di beneficio in fase di avvio. Il Dow Jones ha ceduto lo 0.03% a 13309, l’S&P500 lo 0.12% a 1507, il Nasdaq e’ avanzato dello 0.03% a 2571.

I listini hanno terminato in rialzo le ultime cinque sedute, il Dow Jones ha chiuso in progresso 24 delle ultime 27 eguagliando il record fissato nel lontano 1927, supportato dalle trimestrali societarie migliori delle attese e dalle continue operazioni di mergers & acquisitions.

Per gli analisti continua a trattarsi di un mercato non direzionale, di un evento straordinario che potrebbe segnalare una forte fase di correzione dei listini (e il fatto che una serie positiva del genere non si vedeva da quasi 80 anni dovrebbe rappresentare un campanello d’allarme).

Mercoledi’ il FOMC (il braccio operativo della Federal Reserve) si riunira’ per decidere sulla politica monetaria che dall’agosto dello scorso anno promuove una conferma del costo del denaro al 5.25%. Le attese non prevedono alcuna modifica di tale atteggiamento, ma gli operatori sperano in alcuni segnali che possano indicare un prossimo taglio ai fed funds, soprattutto alla luce degli ultimi dati macro che hanno evidenziato un rallentamento della crescita economica.

In assenza di importanti aggiornamenti sulla congiunturali (l’unico dato in calendario ha riguardato le scorte di magazzino all’ingrosso, salite dello 0.3% contro lo 0.4% atteso) gli investitori hanno continuato a puntare l’attenzione sul comparto societario, fra trimestrali e notizie di M&A.

Tra le societa’ che hanno diffuso i bilanci fiscali in mattinata, la conglomerata industriale Tyco International ([[TYC]]), che prevede uno smembramento in tre differenti aziende nelle prossime settimane, ha riportato risultati inferiori allo scorso anno ma comunque migliori delle attese.

Fra i componenti del Dow Jones a diffondere i bilanci fiscali sara’ il gigante dell’entertainment Walt Disney ([[DIS]]) subito dopo la chiusura delle borse. Restando fra le blue chip, Il re dei fast food McDonald’s ([[MCD]]) ha riportato vendite comparate in rialzo del 4.8% nel mese di aprile, in leggero calo rispetto alle attese (visita la sezione Titoli Caldi
per i dettagli).

Subito dopo la chisura sono attesi anche i numeri fiscali del colosso delle infrastrutture network Cisco Systems ([[CSCO]]).

Nel comparto hi-tech, focus sui colossi informatici Hewlett-Packard ([[HPQ]]) e Dell ([[DELL]]). Il primo ha rivisto al rialzo l’outlook sul secondo e terzo trimestre (diffondendo accidentalmente anche i risultati dell’ultimo periodo – il titolo e’ salito di quasi il 3%), l’altro ha ricevuto commenti positivi da parte degli analisti di Prudential (Vuoi sapere perche? Clicca su INSIDER).

Sul fronte di acquisizioni e fusioni societarie, nuovi dettagli sono emersi sul possibile acquisto dell’agenzia di stampa Reuters ([[RTRSY]]). A rilevare la societa’ potrebbe essere Thomson, disposto a pagare una somma complessiva pari a 8.8 miliardi di sterline, equivalente a $17.6 miliardi.

Ancora sotto i riflettori il comparto dei metalli. AK Steel ([[AKS]]) e’ schizzato di oltre l’8% in seguito all’interessamento da parte di Arcelor Mittal, propensa a pagare una cifra di $4.5 miliardi ($40 per azione) per chiudere l’affare.

A dare una spinta alle vendite a meta’ giornata erano state anche le stime comunicate dall’Associazione Nazionale dei Costruttori sulle vendite di case per il 2007, riviste al ribasso rispetto alle previsioni iniziali.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico il petrolio ha recuperato parte delle recenti perdite. I futures con consegna giugno sono avanzati di 79 centesimi a $62.26 al barile.

Sul valutario, sotto pressione l’euro scivolato 1.3545 nei confronti del dollaro. In ribasso di $3.00 l’oro a quota $687.40 all’oncia. In lieve rialzo i titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.6340% dal 4.6360% di lunedi’.