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WALL STREET: REAZIONE POSITIVA AL RECENTE SELL-OFF

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Indici Usa in recupero dal sell’off delle ultime due giornate, innescato dai timori su inflazione e tassi d’interesse. Grazie agli interventi rassicuranti di alcuni esponenti della Fed e al nuovo calo del greggio, scivolato sotto i $67 al barile, i listini hanno ritrovato la strada dei rialzi. Il Dow Jones e’ avanzato dello 0.54% a 11392, l’S&P500 ha chiuso in progresso dello 0.38% a 1298, il Nasdaq ha guadagnato lo 0.49% a 2165.

Gli operatori hanno fatto tesoro delle parole di Sandra Pianalto, presidente Fed del distretto di Cleveland che, seppur preoccupata dall’accelerazione delle pressioni inflazionistiche, si e’ dimostrata propensa a lasciare il costo del denaro invariato anche nel meeting del prossimo 20 settembre, a causa del rallentamento economico e in attesa che le precedenti strette creditizie inizino a produrre gli effetti sperati. Ricordiamo che al momento i tassi sui fed funds sono al 5.25%.

In riferimento al calo della crescita economica statunitense, il settore che ha sofferto maggiormente negli ultimi mesi e’ senza dubbio quello immobiliare. A conferma di cio’, nella giornata odierna e’ arrivato il nuovo profit warning di una delle aziende del comparto, Lennar, che segue quelli di Blazer Home Usa, KB Home e Hovnian Enterprises, emessi precedentemente in settimana. L’intero settore ha continuato a soffrire anche oggi, mentre si sono distinti in positivo i titoli Internet e software.

Nel comparto tecnologico, occhi puntati su Hewlett-Packard in seguito allo scandalo relativo alla diffusione illegale di informazioni riservate del direttivo. Il presidente del gruppo, Patricia Dunn, si e’ detta contraria a dare le dimissioni, ma non opporra’ reistenza qualora il board del gruppo lo ritenesse opportuno. Il titolo e’ cresciuto dell’1.80% circa. Sotto pressione, invece, la societa’ di chip Broadcom a causa delle irregolarita’ sul processo di assegnazione interna delle options.

Tra i titoli del Dow Jones, a registrare i maggiori rialzi sono stati Intel, McDonald’s e IBM, oltre al gia’ citato HPQ. Particolarmente debole, invece, Exxon Mobil a causa del nuovo calo del greggio, scivolato ai peggiori livelli da fine marzo.

A causa di una serie di fattori, che spaziano da una ricca quantita’ delle scorte all’affievolimento delle tensioni sull’Iran, dalla fine della stagione estiva (in cui aumentano i consumi di carburante) ad un’attivita’ degli uragani meno intensa del solito, i futures con scadenza ottobre hanno chiuso la seduta a quota $66.25 al barile, in calo di $1.07, ed in ribasso del 4% rispetto allA chiusura della scorsa settimana.

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Sul valutario, ancora in calo l’euro rispetto al dollaro. Nel tardo pomeriggio di venerdi’ a New York il cambio tra le due valute e’ scivolato a quota $1.2675, minimo di sei settimane. L’oro ha chiuso in rosso. I futures con scadenza dicembre sono scesi di $7.60 a $617.30 all’oncia. In rialzo, infine, i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.77%.