Wall Street rassicurata, ma il tempo stringe. Rischio disintegrazione Ue

17 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Partenza lievemente positiva per i listini azionari americani, che prendono coraggio dalle notizie provenienti dall’Europa secondo cui i leader finanziari del blocco Ue starebbero mettendo a punto un piano di salvataggio del sistema bancario irlandese traballante. Intanto negli Stati Uniti cresce l’ottimismo per l’andamento dei consumi sotto le feste dopo che la catenda di discount Target ha emesso previsioni incoraggianti sul giro d’affari di fine anno.

Il Dow Jones e’ sostanzialmente piatto a quota 11023.58, il Nasdaq avanza dello 0.33% a 2477.88 punti, mentre l’S&P 500 scambia in progresso dello 0.11% in area 1179.61.

La triste verita’ e’ che l’intero progetto europeo e’ ora a rischio disintegrazione, con le conseguenze strategiche ed economiche che sono impossibili da prevedere. In un intervento tenuto questa mattina, il presidente dell’UE Herman Van Rompuy (tra le altre cose poeta e scrittore di versi in giapponese e latino) ha avvertito che se i leader europei non affrontano come si deve la crisi e consentono una rottura del blocco dell’eurozona, finiranno per distruggere l’Unione Europa stessa.

Dagli ultimi dati macro Usa e’ emersa una situazione dei prezzi al consumo sotto controllo, ma anche un mercato immobiliare ancora fragile – vedi calo ai minimi di 18 messi dei nuovi cantieri edili in ottobre. Tuttavia l’attenzione e’ concentrata sulla bomba a orologeria del debito irlandese, che potrebbe esplodere da un momento all’altro, mentre l’ultima asta di titoli a un anno in Portogallo ha avuto un esito disastroso.

I bond irlandesi oscillano tra il rosso e il nero mentre i funzionari dell’Unione Europea, del Fondo Monetario Internazionale e della Bce sono impegnati nella messa a punto di un’iniziativa concertata volta a stabilizzare l’economia nazionale e i mercati.

I ministri delle Finanze del gruppo dei 16 paesi dell’area euro hanno infatti iniziato a lavorare a un possibile piano di salvataggio delle banche irlandesi affossate dal debito. Le notizie provenienti dalla riunione di cinque ore dell’Eurogruppo ha aumentato la probabilita’ che un pacchetto per soccorrere il settore bancario di Dublino.

Intanto perdono intensita’ le materie prime, appesantite dalla decisione della Cina di mettere un freno all’inflazione. Il governo a Pechino potrebbe imporre un controllo temporaneo al valore dei beni di tutti i giorni e dei materiali di produzione allo scopo di contrastare il rincaro piu’ alto dei prezzi degli ultimi due anni.

A livello societario focus sul settore dei consumi in attesa dell’inizio delle festivita’. La catena di discount Target ha emesso previsioni molto buone per gli ultimi tre mesi dell’anno.

Occhi puntati anche sul ritorno in borsa di GM: la casa di Detroit ha annunciato di aver aumentato il numero di titoli da vendere al momento del suo sbarco sul emrcato a 478 milioni da 365 milioni. La mossa, che potrebbe segnare la maggiore Ipo della storia, riflette un’alta domanda da parte degli investitori. Ieri la casa automobilistica ha alzato il prezzo dei ttioli a una forchetta compresa tra $32 e $33 per ciascun titolo dal range di $26-$29 stabilito in precedenza. GM ha inoltre rivisto al rialzo l’ammontare di titoli privilegiati in vendita, a $4.6 miliardi da $3 miliardi. Il prezzo di emissione dovrebbe essere annunciato in giornata.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico, i futures sul petrolio con consegna dicembre sono in calo dello 0.28% a quota $82.11 il barile. Il derivato con scadenza dicembre dell’oro segna +0.05% a $1339.1 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro e’ in rialzo dello 0.04% a quota $1.3495. Quando al decennale del Tesoro, il rendimento e’ in flessione di 1.2 punti base a quota 2.835%.