WALL STREET PROVA A RISALIRE LA CHINA

11 Marzo 2010, di Redazione Wall Street Italia

A meta’ seduta l’azionario statunitense scambia in un range ristretto: e’ la quarta seduta consecutiva che il mercato non riesce a prendere una direzione precisa esitando sui livelli della parita’.

Tuttavia l’indebolimento accusato ultimamente dal dollaro dopo una breve parantesi in territorio positivo, ha consentito ad euro (salito a quota $1.3680), greggio, argento e petrolio di rendersi protagonisti di una prova convincente.

Per i finanziari si prospetta ancora una volta, sarebbe la decima consecutiva, una seduta positiva. A favorire il settore delle banche sono i problemi che la riforma del sistema potrebbe incontrare, rischiando di rimanere bloccata a Capitol Hill.

Sul Dow guidano i rialzi IBM (oltre +1%) e Travelers (+0.95%), mentre sono relegate in fondo al listino 3M (-0.9%) e Johnson & Johnson (-0.8%). Fuori dal paniere delle blue chip spicca il balzo del 2% di Citi, la quale secondo le ultime indiscrezioni potrebbe guadagnare 20 miliardi entro il 2012.

Oggi i tentennamenti si spiegano con il rincaro inatteso dei prezzi in Cina che ha controbilanciato le notizie positive giunte dal fronte delle banche, mentre i dati economici usa diffusi in mattinata sono difficili da intepretare come positivi o negativi.

La Cina ha annunciato che il tasso di inflazione e’ salito del 2.7% in febbraio dall’1.5% del mese precedente, sui massimi di 16 mesi. Il rincaro dei prezzi potrebbe convincere la Cina ad adottare presto una politica monetaria piu’ abbottonata. Si teme che un rialzo dei tassi in Cina, una delle economie in piu’ rapida crescita al mondo, possa compromettere la ripresa mondiale.

I listini hanno scambiato in un range molto ristretto da quando il Dipartimento del Lavoro ha annunciato le cifre relative alle domande di sussidio di disoccupazione, che hanno mostrato un calo, di intensita’ inferiore pero’ a quello che il mercato voleva vedere.

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Gli operatori non sono rimasti particolarmente impressionati, anche se il report ha dato in effetti segnali, seppur timidi, di un miglioramento del mercato del lavoro: sembra infatti avvicinarsi il momento in cui le aziende interromperanno la serie di tagli al personale.

Ma gli investitori hanno bisogno di ben altre informazioni in ambito macro prima di poter fare acquisti con decisione e allungare il rally che va avanti da piu’ di un anno. Rimanendo all’interno della sfera economica, in gennaio il disavanzo della bilancia commerciale si e’ ristretto, grazie ad una forte diminuzione delle importazioni di macchine e petrolio. Le esportazioni sono calate dello 0.3%.

Intanto giungono buone notizie dal comparto bancario: Citigroup (+0.5%) ha annunciato i termini della collocazione di titoli privilegiati, che e’ consistita in 80 milioni di asset da $2 miliardi ad un rendimento di 8.5%, meno dell’8.875 che i trader si aspettavano. Questo significa che la domanda e’ stata molto piu’ alta del previsto.

Inoltre, secondo il Financial Times, se gli asset di Citicorp crescono di circa il 5% l’anno, come alcuni dirigenti si aspettano che succeda, la divisione potrebbe guadagnare circa $20 miliardi entro la fine del 2012, un netto incremento rispetto ai livelli attuali.

Fari puntati anche su Devon Energy (+3%), che ha venduto gli asset brasiliani, nel golfo del Messico e nell’Azerbaijan a BP per $7 miliardi e ha comprato i progetti petroliferi di BP in Canada per $500 milioni.

Sempre restando in ambito energetico, il colosso petrolifero Exxon Mobil ha annunciato i piani riguardanti le spese di capitale, precisando che molto dipendera’ da come progrediranno i singoli progetti depending. Ad ogni modo le previsioni sono per un profilo di investimenti pari a circa $28 miliardi nel 2010 e nel range di $25-$30 miliardi di media ogni anno sino al 2014.

A livello settoriale le migliori performance sono segnate dai comparti:
Banks-KBE +2.1%, Volatility-VXX +1.5%, Belgium-EWK +1.2%, Singapore-EWS +1.2%, Germany-EWG +0.9%, Jr Gold Miners-GDXJ +0.8%, Spain-EWP +0.8%, France-EWQ +0.8% e Sweden-EWD +0.8%. Le peggiori: Gold Miners-GDX -1.7%, Semis-SMH -1.8%, U.S. Semis-IGW -1.4%, Chile-ECH -0.9% (un’altra scossa, questa volta di magnitudo 7.2), Russia-RSX -0.9%, Steel-SLX -0.8% e Agribusiness-MOO -0.8%.

Alle 18:45 circa il volume di scambio e’ di 396 milioni di pezzi al NYSE e 1.04 miliardi al Nasdaq. I titoli in rialzo contro quelli in ribasso sono 1193 a 1716 al Nyse e 984 a 1548 milioni al Nasdaq. I nuovi massimi contro i nuovi minimi delle ultime 52 settimane sono: 173 a 1 al NYSE e 127 a 4 al Nasdaq.