WALL STREET: PRIMEGGIA LA ‘OLD ECONOMY’

4 Settembre 2001, di Redazione Wall Street Italia

Borse USA in territorio positivo al giro di boa.

Guida l’avanzata l’indice Dow Jones che beneficia dei dati positivi sul fronte macroeconomico. Piu’ contenuti invece i rialzi del Nasdaq Composite, che risente del pessimismo sul settore chip.

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A dare la spinta alla “Old Economy’ e’ stato principalmente il dato relativo all’indice dei manager americani responsabili degli ordini di acquisto per le aziende USA – il cosiddetto NAPM – che in agosto e’ salito a 47,9, al di sopra delle attese di mercato.

Si tratta di un deciso rialzo rispetto a luglio, quando l’indicatore segnava quota 43,6.
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USA: INDICE RESPONSABILI ACQUISTI 47,9 IN AGOSTO

“La ripresa dovrebbe iniziare ora e ulteriori tagli ai tassi da parte della Federal Reserve non sono necessari”, ha commentato Ian Shepherdson, capo economista presso High Frequency Economics.

Ma la notizia del giorno e’ senza ombra di dubbio la mega fusione tra i due giganti dell’informatica Compaq Computer (CPQ – Nyse) e Hewlett-Packard (HWP – Nyse).

L’operazione, che crea un colosso con operazioni in 160 Paesi del mondo e un fatturato totale di circa $87,4 miliardi, ha avuto un effetto positivo su tutto il settore dei personal computer, ma non sembra influenzare positivamente altri comparti.

Secondo gli analisti, l’accordo e’ un necessario tentativo per la crescita delle due societa’ nel lungo periodo, dopo che sia Compaq che HP hanno subito forti scossoni dal calo delle vendite che ha colpito il mercato dei PC. Entrambe hanno riportato nell’ultimo trimestre perdite per il settore PC.

“Alla base della decisione c’e’ il calo del mercato e la concorrenza spietata di Dell – dice Rob Enderle, analista presso la societa’ di ricerca high tech Giga Information Group – senza questo deal le due societa’ probabilmente non sarebbero riuscite a far fronte alla forte flessione delle vendite”.
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HP-COMPAQ: POSSIBILE UN CALO DEL FATTURATO

A frenare l’entusiasmo nel settore dei PC sono pero’ i dati della Semiconductor Industry Association (SIA), secondo cui le vendite globali di chip sono calate in luglio del 37,2% sull’anno portandosi a quota $10,86 miliardi.

“La riduzione delle vendite e’ una conseguenza del rallentamento dell’attivita’ economica a livello globale e dell’eccesso di scorte di magazzino accumulate nel settore dell’information technology”, ha commentato George Scalise, presidente della SIA.

Scalise rimane tuttavia della convinzione che il deflusso delle scorte potra’ completarsi in grande parte nel trimestre che inizia a settembre, visto soprattutto l’aumento nel numero di ordini.

Pessimista sui chip e’ invece Terry Ragsdale di Goldman Sachs che descrive il dato sulle vendite globali “disgustosamente orrendo” e descrive un panorama sul quale non e’ possibile fare stime certe.
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CHIP: ANCORA IN CALO LE VENDITE NEL MONDO

Commenti negativi anche da parte di Lehman Brothers che ha ridotto le stime sul colosso Intel (INTC – Nasdaq).

Sui listini in generale, stanno mostrando una tendenza al rialzo i settori petrolio, energetico, tabacco, grande distribuzione, farmaceutico, biotech, ferroviario, alimentare, cartario.

In ribasso, invece, i settori networkers, chip, edilizio.

VEDI QUALI SONO I TITOLI DI RILIEVO CHE STANNO MUOVENDO I MERCATI:



WALL STREET: I TITOLI CHE MUOVONO IL MERCATO/2