WALL STREET POSITIVA, MA REGNA ANCORA LA CAUTELA

11 Marzo 2010, di Redazione Wall Street Italia

I listini azionari statunitensi riescono a chiudere sopra la parita’ in una seduta in cui gli scambi sono comunque avvenuti in un range ristretto: e’ la quarta seduta consecutiva che il mercato non riesce a prendere una direzione ben precisa.

Il Dow ha guadagnato lo 0.42% a 10611.84 punti, il Nasdaq lo 0.4% a quota 2368.46, mentre l’S&P 500 lo 0.4% in area 1150.24, un rialzo che ha permesso all’indice allargato di chiudere sui livelli piu’ alti degli ultimi 17 mesi. Sul paniere delle blue chip, dove circa il 50% delle azioni ha chiuso in rialzo, si mettono in luce IBM e Travelers, mentre Johnson & Johnson chiude schiacciata in fondo al listino.

Tra i settori i finanziari (+0.9%) chiudono in positivo per la decima seduta consecutiva, con Citigroup e AIG che riescono ad allungare la serie di rialzi che va avanti da qualche seduta. A favorire il gruppo sono le previsioni di uno stallo della riforma del sistema finanziario, dopo che le trattative per un accordo bipartisan sono saltate. All’interno del comparto tecnologico ben comprati Amazon (+2%), Microsoft (+0.6%) e Google (+0.6%)

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I tentennamenti di oggi si spiegano con il rincaro inatteso dei prezzi in Cina che ha controbilanciato le notizie positive giunte dal fronte delle banche, mentre i dati economici usa diffusi in mattinata sono difficili da intepretare come positivi o negativi.

La Cina ha annunciato che il tasso di inflazione e’ salito del 2.7% in febbraio dall’1.5% del mese precedente, sui massimi di 16 mesi. Il rincaro dei prezzi potrebbe convincere la Cina ad adottare presto una politica monetaria piu’ abbottonata. Si teme che un rialzo dei tassi in Cina, una delle economie in piu’ rapida crescita al mondo, possa compromettere la ripresa mondiale.

I listini hanno oscillato intorno alla parita’ da quando il Dipartimento del Lavoro ha annunciato le cifre relative alle domande di sussidio di disoccupazione, che ha mostrato un calo, di intensita’ inferiore pero’ a quello che il mercato si aspettava.

Gli operatori non sono rimasti particolarmente impressionati, anche se il report ha dato in effetti segnali, seppur timidi, di un miglioramento del mercato del lavoro: sembra infatti avvicinarsi il momento in cui le aziende interromperanno la serie di tagli al personale.

Ma gli investitori hanno bisogno di ben altre informazioni in ambito macro prima di poter fare acquisti con decisione e allungare il rally che va avanti da piu’ di un anno. Rimanendo all’interno della sfera economica, in gennaio il disavanzo bilancia commerciale si e’ ristretto, grazie ad una forte diminuzione delle importazioni di auto e petrolio. Le esportazioni sono calate dello 0.3%.

Citigroup (+5%) ha annunciato i termini della collocazione di titoli privilegiati, che e’ consistita in 80 milioni di asset da $2 miliardi ad un rendimento di 8.5%, meno dell’8.875 che i trader si aspettavano. Questo significa che la domanda e’ stata molto piu’ alta del previsto. Inoltre, secondo il Financial Times, se gli asset di Citicorp crescono di circa il 5% l’anno, come alcuni dirigenti si aspettano che succeda, la divisione potrebbe guadagnare circa $20 miliardi entro la fine del 2012, un netto incremento rispetto ai livelli attuali.

In ambito di M&A, fari puntati su Devon Energy (+3%), che ha venduto gli asset brasiliani, nel golfo del Messico e nell’Azerbaijan a BP per $7 miliardi e ha comprato i progetti petroliferi di BP in Canada per $500 milioni.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico le quotazioni del greggio chiudono in cauto rialzo. I futures con consegna aprile guadagnano $0.12 attestandosi a quota $82.21 al barile. Sul valutario la moneta unica si attesta a quota $1.3678 (+0.15% circa). L’oro avanza di un marginale $0.1 in area $1108.20 l’oncia. Invariati i prezzi dei Titoli di Stato, con il rendimento sul benchmark decennale che si attesta al 3.7200% sui livelli della chiusura di ieri.