WALL STREET POCO MOSSA, OPERATORI INCERTI

15 Maggio 2009, di Redazione Wall Street Italia

Avvio di seduta poco mosso per gli indici azionari americani, con gli operatori incerti mentre continuano a digerire gli ultimi aggiornamenti macroeconomici. Notizie incoraggianti sono giunte dal fronte manifatturiero, mentre la produzione industriale e’ risultata nuovamente in calo, anche se a livelli leggermente migliori del consensus. Nessuna sorpresa dall’andamento sui prezzi al dettaglio, invariati rispetto al mese precedente.

L’indice S&P500 e’ in ribasso del 4% circa in settimana, nonostante il buon rimbalzo di ieri. La maggior parte delle societa’ che compongono l’indice hanno diffuso i risultati fiscali relativi allo scorso trimestre. Gli analisti di Goldman Sachs hanno dipinto un quadro da cui emerge che l’economia e’ in una fase di stabilizzazione, le aziende stanno continuando a ridurre i costi e subire la pressione del restringimento dei margini e che le politiche monetarie decise a Washington continuano ad essere al centro dell’attenzione.

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A polarizzare l’attenzione degli investitori in mattinata e’ l’intero comnparto assicurativo. Hartford Financial, Lincoln National, Prudential, Allstate, Ameriprise e Principal Financial hanno tutte ricevuto l’approvazione per la concessione dei fondi governativi. Stando a quanto riportato dal Wall Street Journal, il totale degli aiuti pubblici destinati alle societa’ specializzate nel ramo vita ammonterebbe a $22 miliardi.

Nel settore auto, riflettori puntati nuovamente su General Motors. Il Wall Street Journal scrive che e’ previsto un taglio dei costi per le ore lavorative che permettera’ al gruppo di risparmiare un miliardo di dollari all’anno. Atteso anche un annuncio ufficiale sulla chiusura di parte delle concessionarie.

Sugli altri mercati, in ribasso il greggio. Il contratto con consegna giugno perde $0.93 a $57.69 al barile. Sul valutario, arretra l’euro nei confronti del dollaro a quota 1.3574. Stabile l’oro a $926 l’oncia. In ribasso i Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 3.13%.