WALL STREET: PIT STOP O INVERSIONE DI TENDENZA?

10 Agosto 2009, di Redazione Wall Street Italia

A Wall Street sessione in ribasso. In assenza di notizie di rilievo dal fronte macro e aziendale, gli investitori hanno preferito alleggerire il portafoglio, dopo i forti guadagni incassati con i rialzi di 4 settimane di fila. Alla fine il Dow Jones ha chiuso a -0,34% a 9.337, il Nasdaq a -0,40% a 1.992 e lo S&P500 in ribasso -0.33% a 1007.

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Sul mercato regna dunque la cautela in attesa di conoscere le cifre relative ai conti fiscali dei protagonisti principali del settore delle vendite al dettaglio e la decisione della Banca Centrale Usa sui tassi di interesse, fermi vicini allo zero. La Federal Reserve iniziera’ domani la riunione di due giorni, da cui il mercato si attende un mantenimento dello status quo sui tassi guida.

Le vendite giornaliere non devono comunque sorprendere. I listini vengono infatti da una prova settimanale maiuscola. Gli indici principali hanno chiuso il periodo con una crescita media dell’1% (l’S&P 500 si e’ reso protagonista di un balzo del 2.3%), in particolare grazie alle notizie confortanti giunte dal fronte del mercato del lavoro e dal settore immobiliare. Tra i cali che piu’ pesano sul paniere delle blue chip, saltano all’occhio quelli di Cisco Systems, Boeing e 3M. Si distingue in negativo anche Best Buy, in ribasso del 3% in seguito al declassamento di Goldman Sachs.

Con la situazione occupazionale e del settore immobiliare che appare in miglioramento, l’andamento dei consumi rappresentera’ il fattore chiave da monitorare in agosto. Colossi del calibro di Wal-Mart Stores e Macy’s annunceranno i risultati trimestrali in settimana e altre societa’ seguiranno nelle settimane successive.

Cio’ che queste aziende avranno da dire sulle attese per il futuro potrebbe aiutare i listini ad allungare o affossare il poderoso rally estivo, che ha permesso agli indici di guadagnare circa il 15% nelle ultime quattro settimane di rialzi consecutivi. “C’e’ meno enfasi sugli utili e piu’ enfasi invece alle previsioni”, osserva Bryan Place, direttore di Place Financial Advisors.

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Place ha motivo di credere che se c’e’ un settore in cui i consumatori hanno ricominciato a spendere piu’ liberamente, questo e’ con ogni probabilita’ quello degli alimentari. “Penso che ci sia ancora una domanda piuttosto contenuta” ha dichiarato, aggiungendo tuttavia che il programma di incentivi “cash-for-clunkers” (la rottamazione di auto), che ultimamente ha riscosso un certo successo, dimostra in realta’ che i consumatori potrebbero essere pronti a tornare a mettere mano al portafoglio.

Da domani il mercato rivolgera’ invece l’attenzione alle indicazioni della Federal Reserve sullo stato di salute dell’economia. E’ ampiamente atteso il mantenimento dello status quo sui tassi di interesse, ma i timori circa l’inflazione stanno iniziando a crescere e prima o poi potrebbero costringere la Banca Centrale ad adottare una politica di stretta monetaria.

Tra le altre notizie societarie di rilievo, riflettori puntati su Dynegy che dovrebbe vendere nove impianti energetici a LS Power Associates per circa $1 miliardo e la resa di circa 500 milioni di dollari in titoli. Nel weekend appena trascorso Microsoft ha raggiunto un accordo per la cessione della sua agenzia pubblicitaria interattiva Razorfish a Publicis per $530 milioni in parte in contanti e in parte in azioni. I titoli del colosso del software sono in lieve calo, in sintonia con l’andamento generale del mercato.

Si muovono in netta controtendenza le due agenzie erogratrici di mutui Freddie Mac (+128,38%) e Fannie Mae (+51,52%) dopo che la prima ha riportato un utile pari a $768 miliioni nel secondo trimestre, precisando di non aver piu’ bisogno di aiuti governativi.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico in leggero calo il greggio. I futures con consegna settembre quotavano $7O.62 al barile. Sul valutario, euro ancora in smobilizzo nei confronti del dollaro a quota $1.4139. Arretra anche l’oro a $947.40 l’oncia (-$12.10). In buon progresso invece i Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.8000% dal 3.8540% di venerdi’.