Wall Street piatta, volumi sottili, male tecnologici e finanziari

14 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Wall Street termina la giornata di contrattazioni senza grande slancio. Si smorza l’entusiasmo per la pubblicazione del dato relativo alle vendite al dettaglio di luglio, che ha sorpreso positivamente i mercati. L’indicatore – importante termometro dello stato di salute dei consumi negli Stati Uniti – è balzato a luglio +0,8%, al ritmo più sostenuto dallo scorso febbraio, e decisamente meglio rispetto al +0,2%/+0,3% atteso dal consensus.

Contestualmente è stato reso noto anche l’indice dei prezzi alla produzione, salito nello stesso mese +0,3%, più delle previsioni. Comunicate infine le scorte di magazzino delle aziende, che hanno messo in evidenza un brusco calo delle vendite, pari a -1,1%, confermando come le aziende incontrino ancora difficoltà nel riuscire a smobilizzare, attraverso la vendita ai consumatori, le loro scorte. In particolare il rapporto scorte/vendite si è attestato al massimo dal novembre del 2009.

In chiusura il Dow Jones sale +2,71 punti (+0,02%), a quota 13.172,14 punti, mentre il Nasdaq perde -5,54 punti (-0,18%), a 3.016,98. Lo S&P500 fa -0,18 (-0,01%), a 1.403,93.

In un contesto caratterizzato dal recente indebolimento dell’indice della paura, ovvero dal Vix Index, e dalla buona performance delle borse europee, sullo S&P 500 sono tornati i buy, ma in modo decisamente contenuto.

Tra le performance migliori dei 24 settori rappresentati sull’indice S&P 500, la seconda migliore è comunque quella delle società appartenenti al comparto delle vendite al dettaglio. D’altronde, come ha spiegato anche James Dunigan, responsabile della divisione degli investimenti di PNC Wealth Management in una intervista a Bloomberg, “i consumi sono vivi e vegeti” negli Usa. Ancora, “le notizie sui problemi dell’Eurozona si sono smorzate e ci sono prove che dimostrano che la Germania sta crescendo oltre le attese, e queste sono tutte buone notizie per i mercati”.

L’indice S&P500 è salito +3,8% nelle ultime cinque settimane, sulla scia delle continue speculazioni su un intervento delle banche centrali mondiali e anche per la stagione degli utili, che si è rivelata positiva per le società della corporate Usa.

Occhio al commento di Steen Jakobsen, responsabile della divisione degli investimenti prezzo Saxo Bank. A suo avviso, lo S&P500 testerà un picco, in questo rally estivo, a quota 1.415-1420. Tuttavia, l’analista ammette che, a sostenere i mercati azionari, “è l’assenza di investimenti alternativi”. In questa situazione, “una politica di tassi di interesse a zero e il potenziale di un imminente manovra di politica monetaria espansiva dovrebbero essere sufficienti a portare i mercati a livelli anche più elevati”.

Sullo sfondo, stando a quanto spiega Richard Hunter, responsabile dell’azionario presso Hargreaves Lansdown Stockbrokers a Londra, gli operatori sono ottimisti sul fatto che “parte della debolezza rivelata dal fronte macro degli Stati Uniti possa essere in parte recuperata”. Si opera comunque in un contesto di “volumi estremamente sottili, nel pieno della stagione estiva, e i timori sul rallentamento della crescita della Cina e sulla soluzione dei problemi europei sono pronti ad affiorare in superficie”. Nella giornata di ieri, i volumi a Wall Street hanno testato il minimo da almeno il 2008, esclude le feste, e la volatilità è crollata al minimo in cinque anni. Di fatto, solo 4,5 miliardi di titoli azionari sono passati di mano, il valore più basso escludendo le festività di fine anno, del Natale, della Festa del Ringraziamento e dell’Independence Day.

Sul fronte societario, occhio al tonfo di Groupon (-27,02%), dopo che la società ha reso note stime per il terzo trimestre che non hanno convinto i mercati.

Bene invece Home Depot, +3,58%, sulla scia degli utili che hanno messo in evidenza un utile per azione a $1,01 dollari e un fatturato di $20,57 miliardi. Gli analisti di FactSet Research avevano previsto in media un attivo per azione di 97 centesimi su vendite per $20,74 miliardi. La società ha anche rivisto al rialzo le stime sugli utili dell’intero anno.

Balzo delle quotazioni per la società di abbigliamento Michael Kors Holdings, +16,48%, grazie ai risultati di bilancio migliori delle stime.

Tra i titoli finanziari, Goldman Sachs -0,34%, Morgan Stanley -1,10%, JP Morgan +0,30%. Molto bene tra gli hi-tech Google +1,31%, acquisti anche su Apple +0,27%. Piatto invece l’indice dei semiconduttori Philadelphia Semiconductor Index.

In ambito valutario, l’euro si appiattisce sul dollaro dopo il dato a quota $1,2321; dollaro/yen a JPY 78,72, mentre euro/yen a JPY 97,01.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio a quota $93,43 al barile, mentre le quotazioni dell’oro a $1.600,40 l’oncia. Quanto ai Treasury, i rendimenti a 10 anni scambiano in rialzo +2,67% all’1,737%.