WALL STREET PIATTA TRA CATERPILLAR E GOOGLE

20 Ottobre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Gli indici americani hanno archiviato poco mossi l’ultima seduta di una settimaan che si e’ distinta per il nuovo record storico del Dow Jones ([[INDU]]), sopra la soglia dei 12000 punti, e per il flusso di trimestrali mediamente superioriori alle attese deglia analisti. Il Dow Jones ha ceduto lo 0.08% a 12002, l’S&P500 ha guadagnato lo 0.12% a 1368, il Nasdaq, infine, e’ avanzato dello 0.06% a 2342.

A frenara il rally delle ultime giornate e’ stato principalmente il profit warning lanciato dal colosso dei macchinari per le costruzioni Caterpillar ([[CAT]]). La societa’ ha diffuso una trimestrale poco convincente, ammonendo che i risultati del prossimo anno potrebbero accusare l’incremento dei costi e il raffredamento del mercato immobiliare. Il titolo e’ crollato ai minimi di 10 mesi, lasciando sul terreno il 14% circa.

Il fatto ha risvegliato i timori di quanti gia’ nei scorsi mesi si erano mostrati preoccupati del fatto che il rallentamento della crescita economica statunitense possa inficiare, prima o poi, sui risultati aziendali.

Tra gli altri componenti del Dow Jones, a soffrire sono stati anche Hewlett-Packard ([[HPQ]]), Boeing ([[BA]]) e Pfizer ([[PFE]]), quest’ultimo indebolito da un downgrade. Bene invece la conglomerata industriale 3M ([[MMM]]) e la farmaceutica Merck ([[MRK]]), forti degli ultimi rapporti trimestrali. Entrambe le societa’ hanno battuto le stime degli analisti, la prima aiutata dal business dei display a cristalli liquidi, la seconda grazie alle brillanti performance di alcuni farmaci.

I risultati di Caterpillar hanno oscurato interamente l’ottimismo diffuso gia’ prima dell’apertura dal colosso Internet Google ([[GOOG]]), balzato di oltre il 7% dopo la diffusione della trimestrale, caratterizzata da un incremento del 70% delle vendite, originate dalla crescente domanda di pubblicita’ sul sito e sui relativi partners. Sulla societa’ sono piovuti gli aumenti del target price, tutti superiori alla soglia psicologica dei $500; Citigroup stima addirittura che tra 12 mesi il titolo potra’ valere $600.

Nel comparto energetico, nuovo calo per il petrolio. I futures con scadenza novembre, oggi all’ultimo giorno di scambi, hanno chiuso in ribasso di $1.68 a $56.82 al barile, peggior livello di 16 mesi. La perdita settimanale e’ pari al 3%. Gli operatori restano molto scettici sul reale taglio da parte dell’OPEC di 1.2 milioni di barili, deciso nel meeting straordinario svoltosi giovedi’ nel Qatar, che dovrebbe avvenire a partire da novembre.

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Sugli altri mercati, sul valutario, stabile l’euro nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di venerdi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di $1.2618. Dietrofront dell’oro. I futures con scadenza dicembre sono arretrati di $6.10a $596.40 all’oncia. In lieve rialzo i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 7.7840 dal 4.7860% di venerdi’.