WALL STREET PESANTE, PREOCCUPA L’ECONOMIA

5 Novembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Un classico caso di “compra al rumor vendi alla notiza” quello tra ieri ed oggi con gli indici americani che hanno praticamente ceduto interamente i guadagni realizzati nelle seduta precedente maturati sulle speculazioni della vittoria del candidato democratico Barack Obama nella corsa alla Casa Bianca. Il Dow Jones ha ceduto il 5.05% a 9139, l’S&P500 il 5.27% a 952, il Nasdaq e’ arretrato del 5.53% a 1681.

I timori sull’economia hanno presto preso il sopravvento, l’aggiornamento sull’occupazione ha evidenziato la peggiore perdita di posti di lavoro nel settore privato degli ultimi sei anni, il calo dell’attivita’ nell’industria dei servizi ha confermato la fase di recessione per gli Usa. Gli operatori temono che l’economia peggiori nonostante le prossime misure del presidente eletto Barack Obama per stimolare la crescita.

“Ci svegliamo questa mattina con un nuovo presidente ma con gli stessi problemi economici di prima” ha affermato Jim Dunigan, responsabile investimenti di PNC Wealth Management. “Non sono sicuro che il mercato sia pronto ad entrare in una fase ‘toro’ nel prossimo anno” e’ l’opinione di Pat Becker, chief investment officer di Becker Capital Management. “Il trend ribassista potrebbe durare per un periodo di tempo ancora lungo”.

Il ritracciamento odierno ha messo fine alla serie positiva che aveva permesso all’indice S&P500 di recuperare ben 18 punti percentuali dai minimi dello scorso 27 ottobre. Stando ai dati storici, per l’azionario dovrebbe aprirsi una nuova fase di miglioramento agli inizi del prossimo anno, circa un mese dopo l’ingresso di Obama nella Casa Bianca (20 gennaio).

Il programma di Obama, che prevede tra le altre cose una crescita della spesa per le infrastrutture, potrebbe spingere al rialzo i titoli delle aziende industriali come Caterpillar, mentre le compagnie aeree potrebbero essere soggette ad ulteriori costi legati al miglioramento delle condizioni di lavoro dei lavoaratori e all’aggiornamento dei sistemi di controllo del traffico aereo. Alcune pressioni potrebbero interessare le grosse aziende farmaceutiche (Pfizer, Merck) per via della possibilita’ di negoziazione dei prezzi delle medicine tra governo e le societa’ del comparto.

Gli analisti di UBS hanno stimato che gli altri settori che potrebbero beneficiare dell’esito elettorale sono i comparti ospedaliero, assicurativo, del gas naturale e dell’energia solare. Ad accusare il colpo potrebbero essere invece, oltre ai titoli delle aziende farmaceutiche, anche quelli delle societa’ del carbone e delle aziende attive nel comparto dell’energia domestica.

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Sul fronte societario, riflettori puntati sul comparto media, per via delle trimestrali di Time Warner (ok sui profitti ma male sui ricavi) e News Corp (l’azienda del tycoon Rupert Murdoch). Le due societa’ assicuratrici di bond Ambac Financia e MBIA hanno riportato pesanti perdite. General Growth Properties ha registrato un tonfo del 49% dopo aver riportato una perdita superiore al previsto e sospeso il pagamento del dividendo trimestrale.

Nucor, il maggiore produttore americano di acciaio, ha chiuso con un ribasso di circa il 10% dopo che ArcelorMittal (-20%) ha ridotto ulteriormente la produzione citando un rallentamento della domanda. Transocean, il principale gruppo di trivellazione offshore, si e’ mosso anch’esso al ribasso dopo che i profitti si sono attestati a livelli inferiori alle stime medie degli analisti. Il colosso delle infrastrutture network Cisco Systems diffondera’ gli ultimi numeri fiscali subito dopo la chiusura delle borse.

Nel comparto Internet, dopo il ritracciamento iniziale subito dopo la notizia del ritiro della proposta di partnership di Google, il titolo del colosso media Yahoo! si e’ spinto al rialzo: gli investitori scommettono infatti in una ripresa delle trattative di merger con Microsoft.

Sugli altri mercati, in ritracciamento il petrolio. I futures con consegna dicembre sono arretrati a quota $65.30 al barile, in ribasso -$5.23. Sul valutario, in flessione l’euro nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di mercoledi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.2952. Vendite sull’oro: i futures con consegna dicembre sul metallo prezioso hanno ceduto $14.90 a $742.40 l’oncia. Avanzano infine i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.6940% dal 3.7650% di martedi’.

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