WALL STREET PESANTE PER LA CRISI DEL SETTORE AUTO

10 Ottobre 2005, di Redazione Wall Street Italia

Il listini americani hanno iniziato la settimana in rosso. Il calo registrato nella seduta odierna, caratterizzata da un volume piu’ basso rispetto alla media giornaliera in occasione del Columbus Day, e’ dovuto principalmente alle cattive notizie giunte dal comparto auto e ad alcuni warning societari che hanno pesato sul sentiment degli investitori. Il Dow Jones ha ceduto lo 0.52% a 10.238, l’S&P500 lo 0.72% a 1.187, il Nasdaq e’ arretrato dello 0.55% a 2.078.

La pressione veramente senza precedenti del comparto automobilistico viene dall’annuncio di bancarotta di Delphi, produttrice numero uno negli Usa di parti di ricambio e componenti per auto, di cui General Motors e’ il maggior cliente (Delphi fu uno spinoff di GM nel 1999). Per gli analisti della borsa americana, sono nere adesso le aspettative proprio per il futuro della stessa General Motors, che rischia a sua volta di finire in amministrazione controllata o in bancarotta.

Si tratta, vale la pena ricordarlo, della piu’ grande azienda manifatturiera del mondo e con il maggior numero di occupati. In una giornata nera per Detroit e per l’industria degli Stati Uniti, non solo il titolo General Motors ha perso lunedi’ circa il 10%, ma l’agenzia Standard & Poor’s ha abbassato il rating dei quasi 300 miliardi di debiti del colosso auto al livello di junk bonds, e cioe’ letteralmente “spazzatura”. Ford si e’ deprezzata di quasi il 4%.

Ad impensierire maggiormente gli investitori e’ subentrato il profit warning sul prossimo trimestre lanciato dalla societa’ di chip, Xilinx. Il problema relativo agli utili societari, la cui stagione si apre ufficialmente oggi con la trimestrale di Alcoa, riguarda l’impatto che gli elevati costi energetici e i due uragani hanno avuto sulle performance delle aziende.

Secondo Michael Seldon, strategist di Spencer Clark, i mercati stanno incontrando diversi fattori negativi, tra cui il rischio inflazione, l’alzamento dei tassi d’interesse e le preoccupazioni di una deludente stagione trimestrale. A giudizio dell’esperto, ci vorrebbe un catalizzatore significativo, quale potrebbe essere un sostenuto calo del petrolio, per assistere ad un rialzo dei mercati azionari.

Il contratto future con scadenza novembre oggi ha ceduto 4 centesimi a quota $61.80 al barile. Il parere degli analisti e’ che il petrolio continuera’ ad inficiare sulle performance sociatarie, e sull’azionario, finche’ rimarra’ sopra i $60.

Tra le altre notizie, le azioni di Flir Systems, societa’ attiva nel settore aerospaziale, hanno perso circa il 13%, in seguito alla comunicazione dei risultati trimestrali rivelatisi inferiori alle attese.

Si sono distinti in positivo IBM, che ha ricevuto un upgrade da parte della banca d’affari Citigroup, Wal-Mart, che ha confermato le previsioni sulla crescita delle vendite per il mese di ottobre, e Dell, il cui rating e’ stato rivisto da Buy a Strong Buy.

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Sugli altri mercati, l’euro ha perso leggermente terreno sul dollaro. Nel tardo pomeriggio di lunedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ $1.2066. In rialzo l’oro. Il future con scadenza dicembre e’ avanzato di 30 centesimi a quota $478 all’oncia. Il mercato obbligazionario e’ rimasto chiuso per la ricorrenza del Columbus Day.