WALL STREET PESANTE, DJ -2.18%, NASDAQ -3%

13 Maggio 2009, di Redazione Wall Street Italia

I listini azionari americani chiudono in forte ribasso, interrompendo per il momento un rally che durava da oltre due mesi. Sul mercato sono tornate a farsi vive le preoccupazioni sulle prospettive economiche. Dopo che le vendite al dettaglio in aprile hanno mostrato una flessione inaspettata in aprile, molti operatori temono che la ripresa potrebbe essere piu’ lenta del previsto. Il Dow Jones ha perso il, il Nasdaq, mentre l’S&P 500 il . L’indice allargato e’ scivolato per la terza seduta consecutiva: si tratta della serie negativa piu’ lunga dall’inizio di marzo.

Anche in ambito di risultati societari le notizie sono tutt’altro che positive, con il maggiore gruppo di servizi finanziari olandese, ING, e la societa’ produttrice di chip Applied Materials, che hanno riportato conti deludenti. I titoli del produttore di chip cedono il 5.3%, mentre ING perde oltre il 10% e influenza negativamente tutto il comparto finanziario Usa.

“Il mercato e’ andato troppo oltre, pensando che saremmo usciti dalla recessione molto in fretta”, osserva Peter Jankovskis di OakBrook Investments. “Di sicuro non torneremo a testare i minimi toccati il 9 marzo scorso, ma un ritracciamento e’ certamente probabile”.

La contrazione dello 0.4% del mese scorso segue quella dell’1.3% di marzo ed e’ risultata peggiore delle attese degli economisti, che erano invece per una variazione nulla. Escludendo le concessionarie auto, le vendite sono calate dello 0.5%. La perdita di posti di lavoro e la contrazione del valore degli immobili, potrebbe limitare quest’anno la propensione dei consumatori a mettere mano al portafogli.

Come era normale aspettarsi, il calo delle vendite al dettaglio infligge un duro colpo ai colossi del settore. Cedono terreno sia Wal-Mart che Target, mentre Macy’s arretra del 4% dopo che la seconda catena di abbigliamento degli Usa ha registrato una perdita trimestrale piu’ ampia rispetto all’anno precedente. L’indice settoriale dell’S&P 500 ha lasciato sul campo il 2.5%. Dopo la diffusione dei dati del governo anche Walt Disney, Fortune Brands e Best Buy hanno perso terreno, retrocedendo di almeno il 2%.

Le banche Usa hanno perso in media quasi il 5%, con il benchmark settoriale KBW Bank Index che e’ invece scivolato di quasi il 5%. Tra i titoli piu’ pesanti figurano Fifth Third Bancorp e Huntington Bancshares. Citigroup, la banca salvata dal Tesoro con un intervento da 45 miliardi di dollari, ha perso il 4%, Bank Of America ha ceduto il 7%, mentre MasterCard ha subito un calo del 2.5%. La societa’ di carte di credito ha confermato che la crescita del fatturato per il 2009 non raggiungera’ il target prefissato del 12-15%.

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“E’ abbastanza difficile dire quali sono i veri vincitori” tra i finanziari, sostiene Nicholas Sargen, chief investment officer di Fort Washington Investment Advisors. “Non sara’ il tipico rimbalzo a V”, ha chiosato l’analista.

Cattive notizie anche dal settore immobiliare, con i pignoramenti che sono aumentati ad un tasso record del 32% in aprile. Il che significa che una famiglia su 374 e’ destinata a perdere la propria casa. Il dato ha avuto un impatto negativo sulle societa’ di brokeraggio immobiliare e sui costruttori di case: il benchmark settoriale S&P 500 Real Estate ha perso oltre il 5%, il peggior calo tra i 24 settori componenti il paniere allargato. Tra i singoli titoli saltano all’occhio i cali di Centex e Lennar, che hanno ceduto oltre il 7%, mentre la principale societa’ britannica di investimento immobiliare, Land Securities Group, ha lasciato sul campo il 13%.

Sugli altri mercati, i contratti con consegna giugno hanno perso $0.83, pari ad un ribasso dell’1.4%, attestandosi a quota $58.62 al barile. Sul valutario si indebolisce l’euro nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di mercoledi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.3596. Ancora in progresso l’oro: i futures con consegna giugno sul metallo prezioso hanno guadagnato $2.00 a $925.90 l’oncia. In rialzo infine, i Titoli di Stato, con il rendimento sul benchmark a 10 anni che e’ sceso al 3.1010% dal 3.1700% di martedi’.