WALL STREET: PESANO LE ISTERIE DEL TERRORISMO

22 Marzo 2004, di Redazione Wall Street Italia

Si fa sempre più pesante la situazione per la Borsa di New York. Chiusa la scorsa settimana in negativo a causa delle tensioni geopolitiche internazionali, la prima piazza finanziaria mondiale ha inanellato l’ennesima seduta all’insegna dei ribassi colpita duramente – come tutti i principali mercati – dagli sviluppi della crisi medioerientale.

Al termine delle contrattazioni, l’indice Dow Jones ha ceduto l’1,20% a 10.064,75 punti, lo S&P 500 l’1,30% a 1.095,40 punti e il Nasdaq l’1,58% a 1.909,90 punti.

Alle paure per una recrudescenza terroristica dopo i fatti di Madrid, ai continui attentati a Baghdad e agli echi di quanto sta avvenendo in Afghanistan, si è aggiunta oggi l’uccisione, da parte delle forze israeliane, dello sceicco Ahmed Yassin: un intervento militare – da cui l’America ha preso subito le distanze – che ha fatto salire in maniera sensibile il timore dell’opinione pubblica statunitense e degli investitori, preoccupati da una possibile reazione palestinese (vedi tutti i dettagli sulle reazioni nelle banche d’affari di New York in Target News, riservato agli abbonati a INSIDER.

In un clima reso ancora più difficile dalle rivelazioni dei tabloid newyorchesi in merito alle esercitazioni compiute dalle forze dell’ordine e dai vigili del fuoco della Grande Mela in caso di nuovi attentati terroristici sulla città, il mercato ha visto scendere tutti i propri indici con il Nasdaq a battagliare per rimanere sopra quota 1.900 punti e il Dow Jones a resistere, con difficoltà, sopra i 10.000 (per i dettagli sull’analisi tecnica degli indici, vedi Target News, riservato agli abbonati a INSIDER).

D’altronde – in mancanza di dati congiunturali di riferimento – anche l’ottimismo per la ripresa dell’economia avviata nella seconda parte del 2003 inizia lentamente a scemare data la cronica mancanza di posti di lavoro, oramai peso insostenibile per molti americani e non solo spina nel fianco per l’amministrazione Bush in questa annata elettorale.

In una seduta che ha visto la quasi totalità delle aziende quotate prendere la via dei ribassi, non sembra avere fine la debacle dei titoli tecnologici guidati da Microsoft, in calo di circa mezzo punto in attesa della multa che verrà comminata al gruppo di Bill Gates dall’Antitrust europeo a metà settimana.

Sempre fra le aziende hi tech, si segnalano – come da un pò di giorni a questa parte – le performance negative di Intel e Cisco Systems, regredite tra lo 0,5 e l’1% circa. Male, ancora, il comparto assicurativo frenato da Aig (inflessione di circa il 2%) e quello aereo con Boeing che ha perso intorno al 2%, e la compagnia aerea Delta Airlines in calo di circa mezzo punto percentuale.

In rosso, infine, anche i finanziari – positivi nei giorni scorsi – con Citigroup arretrata intorno allo 0,5% e Bear Stearns, anch’essa intorno al punto e mezzo percentuale in coda all’apertura di un’azione legale nei suoi confronti con l’accusa di avere aiutato il finanziere Martin Frankel – per altro già condannato – a sottrarre circa 200milioni di dollari dalle casse di sette compagnie assicurative.