WALL STREET: PERDITA PESANTE E POI GRAN RECUPERO

12 Maggio 2004, di Redazione Wall Street Italia

Giornata all’insegna della debolezza sulla Borsa di New York. Registrato martedi’ un buon rimbalzo di natura tecnica, Wall Street non e’ riuscita a replicare chiudendo con il Dow Jones in rialzo dello 0,26% a 10.045,16 punti (ma solo sul filo di lana) e il Nasdaq in calo dello 0,30% a 1.925,59 punti.

E’ stata una seduta di grande volatilita’, con forti alti e bassi. Il Nasdaq e’ passato infatti da una perdita di -2,2% a meta’ seduta (al minimo dell’anno di quota 1880) a -0,30% in chiusura, mentre il Dow Jones che perdeva fino all’1,3%, e’ finito in positivo.

Il recupero e’ avvenuto quasi tutto nell’ultima ora di contrattazioni, dopo che gli indici avevano toccato i minimi assoluti del 2004. I ribassisti sono stati sconfitti da un’ondata di ordini istituzionali di acquisto, interventi a sostegno sui prezzi piu’ bassi, in una seduta dominata per lo piu’ dai timori per il rialzo dei prezzi petroliferi e dalla solita paranoia sui tassi d’intresse.

Il bottom del mercato e’ stato raggiunto con un rimbalzo appena sopra un livello di supporto tecnico cruciale dell’indice S&P 500 e del Nasdaq (vedi tutti i dettagli in Target News, riservato agli abbonati a INSIDER).

Il Treasury a 10 anni e’ sceso di 12/32esimi, mentre il rendimento e’ salito ai massimi del periodo, pari al 4,80%.

A pesare sul mercato – come da diversi giorni a questa parte – è stata la crescita del prezzo del petrolio giunto a quota 40,78 dollari (ossia ai massimi da 14 anni a questa parte) cui si è aggiunta l’avanzata del deficit commerciale statunitense: a marzo ha registrato il nuovo record storico a quota 46 miliardi di dollari malgrado le difficoltà manifestate, da mesi, dal biglietto verde nei confronti delle altre valute internazionali, euro in testa.

Così, nonostante un surplus di 17,6 miliardi di dollari messo in cassa dall’Amministrazione di Washington nel mese di aprile, la piazza finanziaria americana non è riuscita a brillare, rallentata anche dagli sviluppi sempre più cruenti sul fronte iracheno e palestinese e dal consueto timore (oramai ineludibile) per un rialzo in tempi brevi del costo del denaro da parte della Federal Reserve.

Al termine degli scambi, male – contrariamente a martedi’ – è andato il settore tecnologico gravato da Cisco Systems (sceso dell’1,3% nonostante una trimestrale positiva e l’annuncio di volere assumere 1.000 nuovi dipendenti) e da Dell, arretrata dello 0,5%. Ancora fra i ribassi, la produttrice di chip per la telefonia mobile Qualcomm, scesa dell’1,2%.

Bene si è comportato l’istituto di credito Citigroup, progredito dell’1,3% dopo aver rilevato la consociata di Principal Financial per 1,26 miliardi di dollari.

Seduta difficile i produttori di tabacco, feriti dalla Corte Suprema della Florida che ha deciso di riesaminare la sentenza d’Appello la quale, lo scorso anno, aveva bocciato la penale da 145 milioni di dollari complessivi imposti alle aziende del settore da un Tribunale di primo grado. Altria, holding che controlla Philip Morris ha perso il 6,7% mentre la rivale J.R. Reynolds il 5,6%.

Sul versante dei rialzi, seppur di poco, si segnala l’azienda attiva nella difesa, Northrop Grumman avanzata dello 0,03% (dopo aver comunicato di attendersi ricavi a quota a 30 miliardi di dollari l’anno prossimo) oltre a General Electric (+0,5% nel giorno del debutto del nuovo colosso dei media Nbc-Universal) e alla case farmaceutica Maxim Pharmaceuticals cresciuta dell’8,7% sulla scia dei risultati positivi di un suo ritrovato per il trattamento della leucemia.