WALL STREET PERDE TERRENO MA RESTA POSITIVA

15 Settembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

*Marco Bonelli, Managing Director di Raymond James, e’ molto conosciuto tra gli investitori istituzionali e i trader italiani. I suoi commenti quotidiani di meta’ seduta sull’andamento della Borsa Usa (comprese le indicazioni di trading operativo e le posizioni rialziste) non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

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La sessione di oggi si e’ aperta in denaro. Adobe Systems (ADBE) ha pubblicato risultati trimestrali superiori alle attese ed ha fornito una “guidance” positiva. Il prezzo del greggio e’ in ribasso dell’1%, sotto i $63 al barile per la prima volta da marzo. Ricordiamo infine che oggi e’ giornata di quadruplici scadenze di ribilanciamento dell’S&P500.

Al momento, l’indice Dow Jones e’ in denaro di 39 punti a 11566, il Nasdaq e’ in rialzo di 4 punti a 2233 e l’S&P500 guadagna 3 punti a 1319.
L’indice VIX e’ al livello di 11.74.
Lindice “advance/decline” sta facendo registrare una lettura di -600.
Positive le performaces dei settori broker assicurativi, servizi per l’ambiente e immobiliare; in ribasso invece fertilizzanti e prodotti chimici, servizi per l’educazione e materiali da costruzione.
I volumi sul NYSE sono di 1.2 miliardi di titoli scambiati.

TRADING OPERATIVO:

Questa mattina, BBY e’ in rialzo dell’1.5%.

Vedi decine di small e medium cap in forte crescita segnalate da
WSI nella rubrica Titoli Caldi, una delle 8 sezioni in tempo reale
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DA QUI ALLA CHIUSURA:

Lunedi’ mattina, non saranno pubblicati dati macro.

POSIZIONI RIALZISTE:

SSTI (APERTA IL 29/12 A $5.16; CHIUSA IL 20/7 A $3.90; PERF. –24.14%)

FILE (APERTA IL 25/1 A $27.35; CHIUSA IL 26/7 A $31.60; PERF +15.54%)

BBY (APERTA IL 28/7 A $44.95; ATTULA $46.53; PERF +3.52%)

BORSA: WALL STREET SORRIDE CON INFLAZIONE DEBOLE, GIU’ AUTO

Wall Street procede positiva dopo il dato debole sull’inflazione (+0,2%) ad agosto che ha rinforzato le attese di un altro stop sui tassi da parte della Fed (dopo quello dell’8 agosto scorso) in occasione della riunione di mercoledì prossimo. Proprio l’attenuarsi dei timori inflattivi, sulla spinta anche del forte calo registrato dal greggio nelle ultime sedute (oggi il barile è scivolato a New York sotto i 63 dollari) ha dato smalto ai principali indici Usa, che nella settimana mettono a segno un progresso oltre il punto percentuale: lo S&P 500 e il Dow Jones sono saliti dell’1,7%, mentre il Nasdaq ha guadagnato il 3,3%.

Il comparto tecnologico oggi è trainato dai guadagni segnati da Adobe Systems, il colosso della grafica per computer, che ha rialzato le stime relative a utili e vendite nel trimestre. Il titolo balza del 13%, a 37,95 dollari, risultando il best performer dello S&P 500. Tra i titoli in positivo si segnala anche Dynegy, gruppo statunitense attivo nel comparto dell’ energia cui fanno capo impianti in una decina di Stati americani. Il titolo sale di 19 cents, a 5,95 dollari, dopo l’annuncio di un accordo per fondersi con LS Power nell’ ambito di un’ operazione che complessivamente ha il valore di 2,3 miliardi di dollari.

Sorride pure un’altra big del comparto energia, Exelon, che balza di 1,75 dollari, a 59,35 dollari, dopo aver comunicato di ritirarsi dal progettato acquisto, per 17,8 miliardi di dollari, dell’utility che fa capo allo Stato del New Jersey, Public Service Enterprise Group, a causa di difficoltà al via libera da parte delle autorità regolatorie. Bene anche la catena di caffetterie Starbucks che avanza di 33 cents, a 33,34 dollari, dopo che il gruppo ha annunciato l’acquisto di 40 negozi da Diedrich Coffee per l’ammontare di 15,5 milioni di dollari. L’acquisizione le consentirà di espandersi in California e Oregon.

Giornata-no, invece, per il comparto auto. Ford Motor perde 61 cents a 8,49 dollari, dopo aver reso noto che taglierà altri diecimila posti di lavoro nel NordAmerica e che le attività nordamericane non torneranno all’ utile prima del 2009, anziché nel 2008 come previsto in un primo tempo. La società, impegnata in un’ ingente operazione di risparmi per uscire dalle pesanti difficoltà finanziarie in cui versa, ha anche comunicato che porterà a termine il ‘dimagrimento’ della sua forza lavoro di 30.000 unità precedentemente annunciato, anticiperà la progettata chiusura di 14 fabbriche al 2008 invece del 2012 e non distribuirà il dividendo per la prima volta da oltre vent’anni. Va giù anche DaimlerChrysler che cede 4,30 dollari, a 48,62 dollari, dopo aver ridotto le stime relative agli utili dell’anno a causa delle perdite riportate dal marchio Chrysler nel terzo trimestre.

Quando sono trascorse circa due ore dall’avvio delle contrattazioni, questa la situazione dei principali indici della Borsa Usa: il Dow Jones sale dello 0,33% (11.565,89 punti), lo S&P 500 avanza dello 0,27% (1.319,85) e il Nasdaq è in progresso dello 0,20% (2.233,17).