Wall Street: peggior seduta in un mese, paura per le trimestrali

4 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Chiusura di seduta negativa a Wall Street, con i cali che si sono intensificati nel pomeriggio. Particolarmente presi di mira i settori tecnologico e energetico che hanno trascinato al ribasso il resto del mercato. Il Dow Jones ha ceduto lo 0.72% a quota 10751.27: era dal 7 settembre che non si vedevano perdite cosi’ accentuate. Il Nasdaq scende dell’1.11% in area 2344.52, mentre il’S&P lascia sul campo lo 0.8% a 1137.03 punti.

Gli investitori non hanno potuto fare affidamento sui dati macro e ad aggravare la situazione hanno contribuito il declassamento dei titoli Microsoft e Alcoa da parte degli analisti. Anche le azioni Apple e Google hanno perso quota. Su American Express pesano le notizie di una causa antitrust mossa dal Dipartimento di Giustizia americano. Al contrario di Visa e Mastercard, Amex non ha accettato di scendere a compromessi (leggere l’articolo: Carte di credito: Obama denuncia le big in tribunale).

Sul fondo del paniere delle blue chip Intel, Alcoa, American Express e Microsoft, che cedono oltre il 2%. JP Morgan Chase, Verizon, Wal-Mart e AT&T sono le uniche blue chip che hanno chiuso in positivo. L’indice di volatilita’ sale di quasi il 5% a quota 23. A livello settoriale, particolarmente presi di mira energetici, tecnologici, finanziari e materiali di base, mentre i ciclici come utility e tlc si difendono bene.

In fermento l’M&A. Una possibile operazione di acquisto di Sanofi-Aventis su Genzyme ha attirato l’attenzione degli investitori. La societa’ farmaceutica francese ha messo sul piatto 18.5 miliardi di dollari in quella che e’ un’offerta ostile.

Intanto l’azione di Sara Lee fa un gran bel balzo dopo che la societa’ di prodotti alimentari surgelati ha respinto l’offerta di takeover messa sul piatto da Kohlberg Kravis Roberts & Co. A mercati chiusi pubblichera’ i conti fiscali Alcoa: con il colosso dell’alluminio prendera’ cosi’ il via la nuova stagione delle trimestrali.

Dopo che il governo ha annunciato il calo della domanda alle fabbriche in agosto il mercato ha imboccato la strada dei ribassi. I trader si rendono conto che negli ultimi tempi sui mercati l’entusiasmo e’ stato con ogni probabilita’ esagerato e cosi’ tre quarti dei titoli scambiati alla Borsa di New York ha chiuso in rosso.

A nulla sono serviti i segnali di miglioramento del settore immobiliare. Le vendite di case con contratti in corso sono cresciute due mesi f8, ma rimangono comunque nettamente sotto i livelli di agosto 2009.

Il dollaro e’ stato in un primo momento favorito dai rinnovati problemi riguardanti i PIIGS. La Banca centrale di Dublino ha tagliato le stime 2010 sul Pil irlandese e ha lanciato un appello per ulteriori urgenti misure di austerita’. Ma i rialzi del biglietto verde si sono ridotti con il passare dei minuti, dando una buona spinta alle commodity. L’indice CRB Commodity e’ in calo moderato, dopo essere arrivato a toccare picchi al ribasso dello 0.7%.

Il mercato ha seguito la scia delle vendite registrate in Europa. Sullo sfondo una certa incertezza in vista dei tanti dati economici attesi in settimana, primo fra tutti il rapporto governativo sulla situazione lavorativa di settembre, previsto venerdi’.

Domani e il giorno seguente la banca centrale Usa comprera’ titoli di Stato. “La retorica della Fed non vuol dire che le probabilita’ di vedere misure di quantitative easing siano alte”, sostiene lo strategist sul debito fisso di Credit Agricole, Peter Chatwell: “Queste attese rendono molto difficile per gli investitori vendere Treasury con convinzione e stanno mantenendo i prezzi su livelli elevati”. In mattinata il rendimento a due anni e’ sceso a un minimo record di 0.3987%.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico i futures sul petrolio con consegna novembre cedono lo 0.13% a $81.47 il barile. Il derivato con scadenza dicembre dell’oro e’ pressoche’ invariato a $1316.80 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro avanza dello 0.3% circa a quota $1.3682. Quanto ai Treasury, il rendimento sul decennale ha perso 4.7 punti base attestandosi al 2.479%.