WALL STREET: PASSERA’ ALLE CRONACHE COME IL RIALZO DI COLUMBUS DAY

13 Ottobre 2008, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro venerdì i tassi di mercato hanno registrato un rialzo che ha interessato soprattutto la parte a lungo termine della curva portando il differenziale 2-10 anni a 95 pb dagli 80 del giorno precedente. La giornata di venerdì è stata caratterizzata dalle forti perdite sul mercato azionario e dall’attesa per l’esito della riunione del G7 e della riunione dell’Eurogruppo di domenica.

Quest’ultima riunione ha portato ad un accordo sui seguenti punti principali: 1) garanzia governativa sui depositi interbancari fino alla fine del 2009; 2) garanzia governativa sulle emissioni obbligazionarie bancarie con scadenza fino a 5 anni; 3) possibilità per i singoli paesi di acquistare quote di partecipazione in banche; 4) revisione dei criteri contabili a livello europeo per implementare le decisioni dell’Ecofin del 7 ottobre. Ciascun paese adotterà autonomamente le linee guida prima citate.

E’ stato inoltre richiesto alla Bce di replicare il ruolo che la Fed ha deciso di assumere sul mercato delle commercial paper, acquistandole direttamente sul mercato dalle imprese. A tale proposito Trichet ha dichiarato che la Bce dovrà procedere ad un cambio delle proprie regole interne prime di poter ricoprire un tale ruolo sul mercato delle commercial paper.

Infine le principali banche centrali, tra cui la Bce, la BoE e Banca Svizzera, si sono impegnate ad offrire agli istituti finanziari un ammontare illimitato di Dollari attraverso aste a 8, 28 e 84 giorni ad un tasso fisso.

In mattinata l’annuncio di queste misure ha favorito un recupero dei listini azionari ed un rialzo dei tassi di mercato, con il tasso decennale che si è spinto oltre il 4%. Il future sul tasso Euribor a 3 mesi con scadenza dicembre quota questa mattina un tasso implicito del 4% da 4,15% circa di venerdì.

Nel frattempo il Regno Unito si prepara a ricapitalizzare le banche del paese per un ammontare di 39Mld£ di cui 20 a Royal Bank of Scotland, 12 a HBOS e 7 a Lloyds. Barclays, secondo istituto britannico, ha dichiarato che intende vendere oltre 6,5 Mld£ di azioni ad investitori privati senza ricorrere così al sostegno del governo e di annullare il dividendo del 2008. Oggi l’attenzione sarà rivolta alle decisioni dei vari governi per supportare la crisi finanziaria. Sul decennale la resistenza si colloca a 4,18%.

Negli Usa l’attenzione rimane focalizzata su come Paulson concretamente attuerà l’ipotesi annunciata di ricapitalizzazione diretta del sistema bancario. Il primo test è rappresentato dal caso Morgan Stanley. La giapponese Mitsubishi si era accordata a fine settembre per sottoscrivere un aumento di capitale da 9Mld$.

Il forte calo del prezzo della banca Usa (la scorsa settimana il titolo ha perso circa il 60%) ha rimesso in discussione i termini dell’accordo che la banca nipponica dovrà confermare o meno entro domani. Le indiscrezioni riportate dal Wsj fanno riferimento al fatto che l’accordo possa essere confermato sebbene con modifica al ribasso del prezzo di sottoscrizione. Oggi, malgrado la festività del Columbus day, i mercati Usa saranno aperti. Sul decennale la resistenza più rilevante si colloca a 3,90%.

Valute: Euro in recupero verso Dollaro dopo l’annuncio del piano europeo. La prima resistenza si colloca a 1,37/1,3785. Sulla scia dei crolli delle borse europee ed asiatiche lo scorso venerdì lo Yen ha raggiunto i massimi da circa 7 mesi vs Dollaro creando un livello di supporto a 97,42. Successivamente è seguito un deprezzamento con il cross tornato in prossimità di 100. La resistenza per oggi si colloca in area 102-102,50. Verso Euro è stato raggiunto il massimo da oltre 3 anni a 132,84. La resistenza più vicina si colloca a 137,88 ma l’area di resistenza più importante si colloca a 139,70-140.

Materie Prime: altra giornata negativa per il comparto in linea col panico generale che ha colpito i mercati finanziari. Venerdì il greggio Wti ha sfiorato i 77$/barile su fuga generalizzata degli investitori dal settore. Male tutti gli altri comparti, compresi i metalli preziosi che non hanno svolto il consueto ruolo di bene rifugio. All’interno dell’indice GSCI segnaliamo tra i cali più marcati quelli del piombo (-11,3%), dell’argento (-10,7%) e della benzina Usa (-10,8%). In controtendenza il caffè (+0,6%).

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