Wall Street ottimista sulla ripresa

1 Febbraio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street ha iniziato il nuovo mese all’insegna dell’ottimismo, dopo aver archiviato il migliore gennaio dal 1997. Giornata difficile pero’ per il dollaro, tornato sui minimi di novembre.

Il Dow ha chiuso a 12.040,16, in rialzo dell’1,25% (+148,23 punti). E’ la prima volta dal 19 giugno 2008 che la seduta termina oltre la soglia dei 12 mila punti. Il Nasdaq ha guadagnato l’1,89% a 2.751,19 (+51,11 punti). L’S&P 500 ha segnato un +1,67% a 1.307,59 punti (+21,47), prima chiusura oltre la tale soglia psicologica dal 28 agosto 2008.

La fiducia degli operatori per una ripresa economica sostenibile e’ stata alimentata dall’indice ISM manifatturiero di gennaio, portatosi sui massimi di maggio 2004. Questo risultato e’ arrivato dopo che il Pmi manifatturiero nell’Eurozona era risultato ai massimi di aprile.

“Questo e’ un buon indicatore del fatto che le aziende tornano a spendere e cio’ e’ esattamente di cosa abbiamo bisogno per far muovere l’economia”, ha spiegato a Reuters Burt White, direttore investimenti di LPL Financial.

E’ rally per tutti i settori, materie prime in testa (+2,7%). I finanziari (+2,3%) hanno completamente ignorato l’allarme terrorismo lanciato dall’FBI, secondo cui al Qaeda potrebbe prendere di mira banche e relativi top manager. Bene anche i titoli energetici (+2,25%), i tecnologici (+1,94%) spinti dal rialzo a doppia cifra di Lexmark e gli industriali (+1,7%).

Il mercato ha preferito snobbare il deludente quadro immobiliare, con i minimi dal luglio 2000 visti a dicembre nella spesa per le costruzioni.

La paura legata alla situazione politica in Egitto, oggi bocciato dagli analisti di S&P, si e’ spenta. Lo dimostra anche il calo dei prezzi del greggio nel giorno in cui l’Agenzia Internazionale dell’Energia ha detto che il mercato globale petrolifero non corre rischi dalle tensioni geopolitiche al Cairo.

A livello societario, hanno battuto le attese Ups e Pfizer (anche se in questo caso hanno deluso le prospettive future.

Non manca chi avverte sui corsi azionari. David Straus, senior portfolio manager di Johnston Lemon Asset Management, ha ricordato che il mese di febbraio e’ il secondo piu’ debole dell’anno. Ecco perche’ Straus, riporta MarketWatch, si aspetta un ritracciamento dei listini del 5-7% questo mese.

Tutte positive nella giornata odierna le borse Ue, capitanate da Atene (+4,4%) e Milano (+2% circa per il Ftse/Mib). Da segnalare il calo di tutti gli spread tra i tititoli di stato periferici rispetto al Bund tedesco. Cresce intanto l’attesa per la riunione di giovedi’ della Bce e alle parole del governatore Trichet sull’inflazione, a gennaio oltre il target del 2%. Nel frattempo la settimana scorsa l’Eurotower non ha comprato il debito dei paesi in difficolta’ per la prima volta da ottobre.

Sugli altri mercati, i futures con scadenza marzo segnano un calo dell’1,5% a $90,77 il barile. I contratti con scadenza aprile dell’oro hanno guadagnato lo 0,4% a $1.340,30 l’oncia. Gli analisti tecnici fanno notare che se agguanta la soglia di 1.350 non e’ da escludere una corsa fino a 1.500. I futures a marzo dell’argento hanno chiuso all’insu’ dell’1% a $28,51 l’oncia. Record per rame e cotone. Querst’ultimo ora risulta in rialzo del 19% sul mese scorso e del 152% su base annuale.

Sul fronte valutario l’euro segna un rialzo dell’1,01% a $1,3832. Quanto ai Treasury, il rendimento sul decennale vale 3,4430 dal 3,378% di ieri.