WALL STREET: ORACLE METTE KO IL NASDAQ

2 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

Chiusura contrastata per le borse USA con il Nasdaq che finisce in picchiata e il Dow Jones che termina di poco sopra la parita’.

Al termine di una giornata, segnata da alti e bassi, le preoccupazioni per lo stato di salute del settore high tech, hanno finito col prevalere sulla voglia di riscatto del Dow Jones.

Il Nasdaq ha chiuso a 2.117,70 (-3,01%), il Dow Jones ha chiuso a 10.466,31 (+0,15%), l’ S&P 500 a 1,234,20 (-0,57%) e il Russell 2000 a 476,88 (+0,76%).

Il ‘profit warning’ di Oracle e la cascata di ‘downgrade’ che hanno investito gli altri titoli del comparto del software hanno tarpato le ali al Nasdaq, che dopo un avvio in profondo rosso sembrava destinato a chiudere sopra la parita’.

Al Nasdaq non e’ bastata per chiudere la seduta in nero nemmeno l’ottima prestazione dei semiconduttori e di quello dei personal computer, settori in cui si sono distinti alcune blue chip di primo piano, come Dell, Texas Instruments e Intel.

Meglio ha fatto il Dow Jones sospinto dai rialzi di Hewlett-Packard, Philip Morris e 3M.

La giornata era inziata con tutti gli indici in forte ribasso sulla scia del tabellone elettronico, schiacciato in territorio negativo dal ‘profit warning’ lanciato da Oracle.

Nonostante solo due settimane fa la societa’ avesse fatto sapere di non aver registrato segnali di indebolimento, nella tarda serata di giovedi’, la ‘softwarehouse’ specializzata in applicazioni per Internet ha rivisto al ribasso le proprie stime sugli utili per il terzo trimestre.

Un annuncio che ha scatenato gli analisti delle principali banche d’affari , tra cui Deutsche Banc Alex. Brown, Merrill Lynch, J.P. Morgan H&Q e Salomon Smith Barney, in una corsa al ‘downgrade’.

Il ‘profit warning’ di Oracle ha avuto un effetto domino su tutto il settore. Questa mattina Credit Suisse First Boston e Goldman Sachs hanno ridotto i propri rating rispettivamente su 12 e 11 titoli del comparto dei software.

Titoli tra cui Vignette, Commerce One, i2Technology e PeopleSoft, oggi pesantemente bocciati dal mercato, come spiega Miles Barryman, money manager di J.P. Morgan Chase.

“Quando una blue chip dell’high tech come Oracle lancia un ‘profit warning’, e’ inevitabile un coinvolgimento di tutto il settore”, commenta Barryman.

Le cose sembravano essersi messe per il meglio nella seconda parte della seduta, quando il Dow Jones, sulla scia di alcune blue chip particolarmente ispirate aveva innestato la quinta, trainando al rialzo tutto il mercato.

Un rialzo spiegato da alcuni analisti come una fuga dalla tempesta dell’high tech verso il porto sicuro dei titoli di qualita’.

Secondo John Blough, presidente and fondatore di Bond Watch, con l’indice delle blue chip a questi livelli si aprono “le migliori possibilita’ d’acquisto degli ultimi dieci anni”. Blough prevede dunque che il Dow possa tornare sopra quota 11.000 punti entro la fine di marzo.

Nessun impatto di rilievo sui mercati dall’audizione del presidente della Federal Reserve, Alan Greenspan, di fronte alla Commissione Bilancio della Camera dei Rappresentanti.

L’intervento, incentrato su temi di politica fiscale, ha sfiorato solo marginalmente l’argomento tassi. Greenspan rispondendo alla domanda di un commissario ha ribadito che la Federal Reserve ha agito tempestivamente nel tagliare il costo del denaro quest’anno.

“Qualora avessimo approvato una manovra troppo presto – ha detto il numero uno della Fed – avremmo creato un tasso di attivita’ economica troppo alto, causando forti scompensi e un surriscaldamento dell’economia”.

Nessuna notiza confortante e’ giunta dal fronte macroeconomico.

Nonostante sia stato superiore alle attese di Wall Street, l’indice sulla fiducia dei consumatori americani compilato dalla Universita’ del Michigan, ha segnato una contrazione dai 94,7 punti di gennaio ai 90,6 punti di febbraio.

E’ dal novembre scorso che il ‘Michigan Sentiment’ continua a scendere, un’indicazione del continuo indebolimento della fiducia dei consumatori rispetto all’economia americana.

Sui listini in generale hanno mostrato una tendenza al rialzo il settore semiconduttori, petrolifero, articoli per l’ufficio, edilizia, computer hardware e cartario.

In calo invece il settore abbigliamento, computer software, intrattenimento, alberghiero, bevande, oro.

Tra i titoli che oggi hanno strappato rialzi d’eccezione sulle borse americane:

1. FLIR Systems (FLIR – Nasdaq) +33,02%;
2 Adaptive Broadband (ADAP – Nasdaq) +28,21%;
3. Stanford Micro (SMDI – Nasdaq) +27,43%;
4. Artificial Life (ALIF – Nasdaq) +23,81%;

5. Oratec Interventions (OTEC – Nasdaq) +23,15%.

I ribassi si sono invece particolarmente accaniti contro:

1. Washington GRP INTL WTS ( WNGWS – Nyse) -82,00%;
2. Washington Group International (WNG – Nyse) -81,00%;
3. Jore Corp. (JORE – Nasdaq) -54,69%;
4. Inet Technologies (INTI – Nasdaq) -50,31%;
5. Avado Fin (AVDOP – Nasdaq) -42,86%.

Tra i principali titoli in movimento nella giornata a Wall Street:

Nel settore informatico:

Oracle Corp. (ORCL – Nasdaq), societa’ leader nel software di rete, ha annunciato nella tarda serata di ieri di non riuscire a rispettare le attese su utili e fatturato per il primo trimestre dell’anno. A seguito dell’annuncio, una serie di banche d’affari hanno rivisto le proprie valutazioni sulla societa’. Tra queste Deutsche Banc Alex. Brown, Merrill Lynch, J.P. Morgan H&Q e Salomon Smith Barney. Il titolo ha perso quasi il 20,5%.
(Vedi Software: Oracle colpito da ‘profit warning’ e Borsa: Oracle in caduta libera dopo ‘warning’)

Nel settore Internet:

Il consiglio di amministrazione di Yahoo! Inc. (YHOO – Nasdaq) ha approvato un piano di protezione degli azionisti per contrastare possibili scalate o tentativi “coercitivi” di acquisizione del portale Internet leader nel mondo. Il titolo ha perso oltre l’8%.
(Vedi Internet: Yahoo si prepara a possibile scalata)

Johnson & Johnson (JNJ – Nyse), il colosso dei prodotti per la cura personale, ha acquistato oggi BabyCenter dal venditore online in via di chiusura eToys, per $10 milioni in denaro. BabyCenter e’ un sito Internet dedicato alle coppie che stanno per diventare genitori, o che lo sono appena diventate. Il titolo Johnson & Johnson ha perso quasi lo 0,25%.

Nel settore fotografico:

Eastman Kodak (EK – Nyse) ha annunciato oggi di aver interrotto il piano di riacquisto di propri titoli per un valore di $2 miliardi, iniziato nell’aprile ’99. La societa’ preferisce concentrarsi sulla riduzione del debito e tenersi pronta ad eventuali acquisizioni. Il titolo ha perso oltre il 2%.

Nel settore semiconduttori:

Lattice Semiconductor (LSCC – Nasdaq) ha ridotto questa mattina le previsioni sul fatturato del primo trimestre del 20%. Il produttore di semiconduttori ha indicato come causa il generale declino nell’utilizzo di apparecchi di programmazione logica all’interno dei mercati dei computer e delle comunicazioni. Il titolo ha guadagnato oltre il 4%.

Nel settore media:

Walt Disney (DIS – Nyse) ha visto il proprio rating abbassato da “outperform” a “neutral” dalla banca d’affari Morgan Stanley, data la previsione di un mercato pubblicitario televisivo in ripresa non prima della fine del 2002. La banca d’affari ha emesso lo stesso tipo di downgrade anche su Fox Entertainment (FOX – Nyse) e News Corporations (NWS – Nyse). Il titolo Disney ha perso oltre l’1%, il titolo Fox ha perso quasi il 3,5% , mentre il titolo News Corp. ha perso quasi il 2,75%.

Nel settore finanziario:

Bear Stearns (BSC – Nyse) e Goldman Sachs Group (GS – Nyse) hanno deciso di ridurre il personale in risposta al calo del fatturato del settore investimento bancario. Il titolo Bear Sterns ha guadagnato quasi lo 0,88%, mentre il titolo Goldman Sachs ha perso quasi lo 0,75%.
(Vedi Banche: Goldman e Bear Stearns licenziano)