WALL STREET: OPERATORI MENO AGGRESSIVI SUL FINALE

9 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

I listini azionari statunitensi hanno chiuso la sessione in leggero rialzo, lontani dai migliori livelli toccati in apertura. Una lettura piu’ attenta del rapporto occupazionale ha allontanato le possibilita’ del tanto atteso taglio ai tassi da parte della Fed, riducendo l’entusiasmo iniziale. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0.13% a 12276, l’S&P500 lo 0.07% a 1402, il Nasdaq e’ arretrato dello 0.01% 2387.

Nel mese di febbraio l’occupazione nel settore non agricolo e’ cresciuta di 97 mila unita’, sostanzialmente in linea con le attese degli analisti, e il tasso di disoccupazione e’ sceso al 4.5% dal 4.6%. Si tratta della piu’ debole lettura degli ultimi due anni che ha esteso un chiaro trend ribassista sulla crescita dei nuovi posti di lavoro in Usa. Ad impensierire maggiormente gli operatori e’ stata la componente del salario orario, in crescita dello 0.6%, oltre le stime, che ha confermato un’accelerazione delle pressioni inflazionistiche che potrebbero portare la Banca Centrale americana a rimandare l’abbassamento del costo del denaro (al momento al 5.25%).

I futures scontano una probabilita’ del 32% che Bernake & Co. optino per una riduzione dei fed funds nella prima parte del 2007; le chances erano del 66% prima della diffusione del rapporto. I bond hanno reagito bruscamente alla notizia: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ schizzato al 4.59% dal 4.50% di giovedi’.

Buone notizie sono invece emerse dal dato sulla bilancia commerciale il cui deficit ha registrato una contrazione per la quarta volta negli ultimi 5 mesi a $59.1 miliardi.

Sul fronte societario, a livello settoriale i maggior rialzi sono stati riportati dai titoli telecom e dei semiconduttori, hanno invece sofferto le azioni del Web sulla scia delle povera performance del colosso Yahoo! ([[YHOO]]) dopo che da un articolo apparso sul Wall Street Journal si e’ appreso che la societa’ potrebbe rivedere i propri accordi di partnership
con AT&T ([[T]]).

Tra i titoli del Dow Jones hanno guadagnato maggiormente Alcoa ([[AA]]), Boeingt ([[BA]]), Du Pont ([[DD]]) e McDonald’s ([[MCD]]); in ribasso General Motors ([[GM]]), Wal-Mart ([[WMT]]) e Hewlett-Packard ([[HPQ]]).

Non sono finiti intanto i guai per la societa’ di servizi finanziari New Century Financial ([[NEW]]) coinvolta nelle insolvenze legate ai mutui ipotecari che hanno recentemente messo in ginocchio i grandi istituti di credito. L’azienda ha annunciato di aver sospeso le operazioni e non e’ da escludere la possibilita’ di una richiesta d’ingresso in amministrazioni controllata (Chapter 11), per godere di una relativa protezione dalle richieste dei creditori.

Tra i titoli hi-tech, in evidenza la societa’ sviluppatrice di chip per la telefonia mobile Texas Instruments ([[TXI]]), spinta dall’upgrade di Stifel Nicolaus secondo cui la correzione nel comparto dei semiconduttori si e’ completamente conclusa.

In buon rialzo anche la rivale National Semiconductor ([[NSM]]) che ha riportato una profitti in calo rispetto allo stesso periodo dello scoroso anno, ma annunciato una ripresa dei risultati a partire dal prossimo trimestre, in parte grazie al superamento della difficile situazione sulle scorte.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico il greggio ha chiuso vicino ai minimi di tre settimane. I futures con consegna aprile hanno riportato una perdita di $1.59 chiudendo a quota $60.05 al barile; la perdita settimanale e’ pari al 2.6%.

Sul valutario l’euro e’ risultato in leggero calo rispetto al dollaro a quota 1.3111. L’oro e’ arretrato di $3.50 a $652.00 l’oncia.