WALL STREET: ONDATA DI VENDITE, OTTOBRE ROSSO

30 Ottobre 2009, di Redazione Wall Street Italia

Seduta pesante per la borsa americana che ha visto svanire i forti rialzi della vigilia. Un deludente rapporto sulla spesa delle famiglie americane ha riacceso le paure sul rallentamento dei consumi, proprio in nel periodo critico dell’anno che generalmente apre la stagione dello shopping delle festivita’. Il Dow Jones ha ceduto il 2.51% a 9712, l’S&P500 il 2.81% a 1036, il Nasdaq e’ arretrato del 2.50% a 2045.

Tutti i componenti del Dow Jones hanno chiuso la seduta in rosso, con i maggiori cali riportati dai titoli finanziari Bank of America, JP Morgan e American Express. L’indice industriale, che ha riportato la peggiore perdita giornaliera in termini di punti da aprile, ha archiviato il mese piatto in ribasso , il paniere allargato ha lasciato sul terreno il 2% in ottobre, il listino hi-tech il 3.6%.

A fare da volano alle vendite sono stati gli ultimi dati macroeconomici che hanno evidenziato il primo calo in cinque mesi delle spese al consumo ed una diminuzione della fiducia dei consumatori. Il recupero del dollaro ha inoltre avuto l’effetto di spingere al ribasso i prezzi delle commodities, inficiando la perfomance dei comparti energetico e delle materie prime piu’ in generale.

Il rapporto del Dipartimento del Commercio ha mostrato che il tasso di risparmio delle famiglie americane e’ salito, mentre le spese al consumo sono scivolate dello 0.5%. L’inflazione e’ risultata invece piu’ bassa di quella prevista sul lungo termine dalla Fed, suggerendo che i tassi di interesse potrebbero rimanere sui livelli minimi storici ancora per un po’ di tempo. E’ tornata invece a crescere l’attivita’ manifatturiera dell’area di Chicago, con il PMI che e’ avanzato piu’ delle attese, attestandosi a quota 54.2 punti.

L’indice della volatilita’ VIX, conosciuto come il “termometro della paura” sui mercati, ha fatto un balzo del 25% a quota 30.88 punti, massimo dagli inizi dello scorso luglio. La media storica e’ compresa in una forchetta di 18-20 punti, lo scorso anno, nel pieno della crisi finanziaria, raggiunse un record di 89.5 punti.

“Finche’ non ci sara’ un recupero del mercato del lavoro, sara’ difficile assistere all’incremento dei salari e alla crescita della spesa reale” ha affermato Kurt Karl, chief economist di Swiss Re.
Per Malcolm Polley, chief investment officer di Stewart Capital Advisors, “il mercato e’ un po’ stanco dopo il forte rally di ieri”. “Le cifre sul PIL nel terzo trimestre sono da considerarsi buone, confermano che il peggio e’ alle spalle, ma le spese al consumo non sono ancora sostenibili. Il valore dei titoli e’ probabilmente troppo alto rispetto a dove dovrebbe invece essere”.

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Non sono mancate le sopresa anche dal fronte dei conti trimestrali: nel terzo trimestre i profitti di Chevron si sono quasi dimezzati rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, ma sono comunque risultati superiori alle attese, mentre il fatturato ha invece fatto peggio del previsto.

La conglomerata industriale ITT ha registrato un peggioramento dei profitti, ma ha rivisto al rialzo l’outlook per l’intero esercizio 2009, citando il miglioramento delle operazioni grazie alle iniziative di controllo dei costi. La compagnia di assicurazione MetLife da parte sua ha invece annunciato utili operativi pari a $0.87 per azione, in linea con le attese, non sufficiente ad evitare il sell-off generale (titolo in calo -7%).

Nel comparto finanziario, nuovo tentativo di salvataggio in extremis per il gruppo erogatore di prestiti commerciali CIT Group (-15%): il miliardario Carl Icahn ha concesso un finanziamento da $1 miliardo supportando il nuovo piano di ristrutturazione, ma il pericolo di bancarotta resta in agguato.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico in calo il petrolio. I futures con consegna dicembre hanno gudagnato $2.87 a quota $77.00 al barile. Sul valutario, scende l’euro nei confronti del dollaro. Nella tarda serata di venerdi’ a New York il cambio tra le due valute e’ pari a 1.4707. In ribasso l’oro: i futures con scadenza dicembre sono arretrati di $6.70 a quota $1040.40 l’oncia. In progresso i Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.3920$ dal 3.5010% di giovedi’.

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