WALL STREET: ONDATA DI VENDITE IN APERTURA

1 Novembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

Avvio di seduta contraddistinto da forti vendite sulla piazza americana. L’ euforia innescata dal taglio ai tassi d’interesse da parte della Fed ha avuto vita breve, come dimostra la serie di Sell iniziale originata dal nuovo record del petrolio e da nuove preoccupazioni relative al comparto finanziario. In apertura di seduta il Dow Jones arretra dell’1.01% a 13788, l’S&P500 dell’1.04% a 1533, il Nasdaq cala dello 0.94% a 2832

Dopo essersi spinti vicino ai $95 nella seduta di ieri, nelle contrattazioni elettroniche i futures sul greggio con consegna dicembre sono balzati ad un nuovo massimo storico di $96.24; al momento trattano in rialzo di 19 centesimi a $94.72. Per molti analisti si tratta di una bolla causata dalle speculazioni dei trader: al momento sembrano infatti mancare i fondamentali per giustificare un cosi’ elevato prezzo dell’oro nero.

I dati macro rilasciati nel pre-borsa hanno avuto un impatto poco rilevante sulle contrattazioni. Le richieste di sussidio da parte dei disoccupati sono risultate in calo di 6 mila unita’ ad un livello leggermente migliore di quello stimato dagli analisti; sostanzialmente in linea con le attese i dati relativi al reddito e alla spesa personali.

Sul fronte societario, riflettori ancora puntati sul comparto finanziario. L’ulteriore calo dei fed funds dovrebbe offrire un relativo supporto all’intero comparto che ancora risente delle conseguenze della crisi del credito scoppiata la scorsa estate coi mutui subprime. La banca d’affari svizzera Credit Suisse (CS) ha annunciato svalutazioni per $1.9 miliardi nell’ultimo esercizio trimestrale. Citigroup (C) ha visto tagliarsi il rating dagli analisti di CIBC World Markets a causa di alcune preoccupazioni sul pagamento del dividendo. Anche Credit Suisse ha rivisto al ribasso sia il giudizio che il prezzo obiettivo del colosso bancario Usa, il cui titolo perde oltre il 6% e tratta vicino ai minimi di 4 anni.

A mettere pressione ai listini e’ anche la deludente trimestrale del colosso energetico Exxon Mobil (XOM), componente del Dow Jones, che ha riportato un calo del 10% dei profitti. Il titolo cede oltre due punti percentuali.

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Sugli altri mercati, sul valutario, euro in calo nei confronti del dollaro, ora a quota 1.4418. L’oro arretra di $5.20 a $790.10 all’oncia dopo essersi spinto ad un massimo di $802.50. In rialzo i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.43%.

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