WALL STREET: NULLA LA REAZIONE SU TASSI E UTILI

1 Febbraio 2001, di Redazione Wall Street Italia

Mezz’ora dopo l’apertura delle contrattazioni a New York, tutti i principali indici di borsa oscillano attorno alla soglia di parita’ e puntano timidamente verso il rialzo; l’indice delle Blue Chip riesce a mantenersi sopra quota 10.900 punti.

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Gli investitori appaiono questa mattina estremamente cauti e sembrano voler attendere ulteriori segnali dalla Federal Reserve, che ieri ha tagliato i tassi d’interesse a breve (Fed Fund) di mezzo punto percentuale, prima di prendere qualsiasi decisione.

Gli analisti sembrano tutti concordare che la Fed sia pronta a operare ulteriori tagli nel futuro e c’e’ chi a Wall Street gia’ anticipa una manovra d’emergenza prima della riunione del direttivo della banca centrale americana, in programma per il 20 marzo.

“Il prossimo meeting e’ ancora troppo lontano – aveva affermato ieri in serata Ian Shepherdson, capo degli economisti di High Frequency Economics – Ci attendiamo una riduzione prima di tale data”.

Gli indici non riescono nenache a beneficiare del buon andamento nel settore informatico spinto in rialzo dalla manovra della Fed. Gli analisti sono infatti convinti che a beneficiare del taglio saranno prima di tutti gli utili dei produttori di personal computer e di prodotti per le reti informatiche.

“I dati di bilancio del comparto dei personal computer sara’ favorito dal nuovo indirizzo di politica monetaria della banca centrale USA – dice Nicholas Roe-Ely di Tilney Investment Management – Tuttavia e’ difficile dire quando questo accadra’”.

Concordano gli analsti di Merrill Lynch che in una nota alla clientela sostiene che dal 1987 i titoli legati al settore informatico hanno registrato un rialzo medio del 45% nell’anno che ha seguito un taglio dei tassi d’interesse. La banca d’affari aggiunge inoltre che dalla manovra d’emergenza del 3 gennaio scorso il Nasdaq e’ salito del 21%.

Sul fronte macroeconomico, l’indice dei manager americani responsabili degli ordini di acquisto per le aziende e’ sceso a gennaio a quota 41,2, un livello inferiore alle previsioni di Wall Street, pari a 43,6.

La cifra segna il sesto mese consecutivo di contrazione dell’attivita’ manifatturiera. Un numero inferiore al 50 e’ infatti segno di rallentamento della produzione.

“Il dato di oggi conferma che il settore manifatturiero e’ in recessione – ha detto Anthony Karydakis, economista senior di Banc One Capital Markets – Conferma le impressioni che il comparto sia in caduta libera”.

I mercati finanziari sono tradizionalmente sensibili a varriazioni inattese di questo dato, perche’ e’ considerato un indicatore attendibile delle pressioni inflazionistiche data la velocita’ con cui e’ comunicato (ogni primo del mese, rispetto al mese precedente).

Gli investitori tuttavia sembrano essere convinti che, qualora l’economia americana dia segni ulteriori di recessione, la Federal Reserve sara’ pronta a operare i tagli necessari al costo del denaro.

Sui listini in generale stanno mostrano una tendenza al rialzo il settore del trasporto aereo, biotecnologie, sanita’, farmaceutico.

In calo invece il settore dei semiconduttori, biotecnologie, personal computer.

Nel settore delle telecomunicazioni

Verizon Communications (VZ – Nyse), il primo operatore telefonico negli Stati Uniti, ha chiuso il quarto trimestre con utili in rialzo del 5% grazie alle forti vendite nel settore wireless e della trasmissione dati. La societa’ ha fatto sapere di aver registrato negli ultimi tre mesi dell’anno passato un utile di $2,1 miliardi, pari a 77 centesimi per azione, in linea con le previsioni. Verizon inoltre ha anticipato risultati record per il 2001. Il titolo perde oltre l’1%.
(Vedi Utili: Verizon in linea, punta al record nel 2001)

Sprint (FON – Nyse), la terza societa’ di telecomunicazioni a lunga distanza degli Stati Uniti, ha chiuso il quarto trimestre del 2000 con utili inferiori alle aspettative. Nel periodo considerato l’utile netto si e’ attestato a quota $97 milioni, pari a 11 centesimi per azione, inferiore alle aspettative degli analisti di Wall Street, di 39 centesimi per azione.
Il titolo e’ sostanzialmente invariato.
(Vedi Utili: la concorrenza schiaccia Sprint)

Sprint PCS (PCS – Nyse), la controllata di Sprint che opera nel settore della telefonia mobile, ha chiuso il quarto trimestre del 2000 con una perdita per azione di 53 centesimi, inferiore alla flessione di 75 centesimi a titolo del quarto trimestre del 1999. Nel periodo ottobre-dicembre 2000, i clienti di Sprint PCS sono cresciuti di 1,25 unita’, circa il 19% rispetto allo stesso periodo del 1999. A fine 2000 il numero di clienti di Sprint PCS ha raggiunto quota 9,85 milioni. Il titolo guadagna il 2,5%.
(Vedi Utili: Sprint PCS, meno perdite piu’ clienti)

Il titolo Nokia (NOK – Nyse), viaggia sostanzialmente invariato, dopo che mercoledi’ il gigante finlandese dei cellulari ha reso noto di voler acquistare il 5% di InterTrust Technologies Corporation (ITRU – Nasdaq), societa’ che sviluppa software per la sicurezza delle informazioni sul web, per un controvalore di circa $20 milioni. Il titolo InterTrust guadagna invece quasi il 50%.

Nel settore Internet

TerraLycos SA (TRLY – Nasaq ), il terzo fornitore di accesso a Internet nel mondo, perde circa il 2%, dopo l’annuncio delle dimissioni dell’amministratore delegato Bob Davis. L’annuncio arriva in un momento particolarmente delicato per la societa’ ispano-americana che questa sera, al termine delle contrattazioni sulla borsa di Madrid, rilascera’ i dati di bilancio relativi al quarto trimestre. Gli analisti si attendono un fatturato di circa $150 milioni.
(Vedi Internet: lascia numero uno di TerraLycos)

MP3.com (MPPP – Nasdaq), la societa’ che consente agli utenti di scaricare file musicali da Internet, ha registrato nel corso del quarto trimestre una perdita di 5 centesimi per azione, ben al di sotto dei 13 centesimi di perdite previsti dai principali analisti di Wall Street. La societa’ ha inoltre annunciato la prossima creazione di una divisione ‘licenze’ per far fronte alle molte richieste provenienti dal mondo dell’intrattenimento e della pubblicita’. Il titolo MP3.com guadgna il 12%.
(Vedi Utili: MP3 batte le stime, punta su licenze)

Nel settore media

Viacom Inc. (VIA – Nyse), il colosso media che controlla il network televisivo musicale MTV, ha annunciato questa mattina di avere in programma il riacquisto di azioni proprie del valore totale di $2 miliardi con l’intento di sostenere il titolo in borsa. Solo poche settimane fa, la societa’ americana aveva completato un buyback da $1 miliardo. Il titolo guadagna il 3%.
(Vedi Media: Viacom annuncia buyback da $2 mld)

Il titolo AOL Time Warner (AOL – Nyse) perde oltre il 2,5%, dopo che mercoledi’ il gigante dei media americano aveva riportato risultati trimestrali superiori alle aspettative, oggi Goldman Sachs, in una nota alla clientela, ha raccomandato l’acquisto dell’azione AOL.

Nel settore del trasporto aereo:

KLM (KLM – Nyse) ha chiuso il quarto trimestre del 2000 con un utile netto di €4 milioni, in crescita rispetto alla perdita dello scorso anno. Il fatturato e’ cresciuto nel trimestre del 13% a quota €206 milioni. Il titolo KLM guadagna oltre il 3,75%.

Il titolo Delta Airlines (DAL – Nyse), perde circa il 1%, dopo le indiscrezioni, riportate dal Wall Street Journal, secondo cui la terza compagnia aerea americana, sarebbe pronta a lanciare un oferta d’acquisto su Continental Airlines (CAL – Nyse). Il titolo Continental e’ sostanzialmente invariato.

Nel settore computer hardware:

Il titolo CacheFlow (CFLO – Nasdaq) perde il 13,5%, dopo aver lanciato un profit warning sul primo trimestre dell’anno. La societa’, che produce ‘memorie cache’ per Internet service provider, ha ridotto la propria stima sui ricavi trimestrali, che dovrebbero attestarsi attorno ai $20 – $21milioni.

Nel settore dell’abbigliamento:

Il titolo Tommy Hilfiger (TOM – Nyse) e’ in rialzo di oltre il 5,5%, dopo che la societa’, che produce l’omonima linea d’abbigliamento casual, ha chiuso il quarto trimestre del 2000 con un utile per azione di 47 centesimi, superiore di due centesimi alle aspettative degli analisti, ma inferiore rispetto ai 62 centesimi dello stesso periodo del 1999.