WALL STREET NON TEME IL TERRORE

24 Dicembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

L’allarme arancione lanciato negli Stati Uniti nel fine settimana aveva destato molta preoccupazione negli ambienti della finanza e della grande distribuzione. Si temeva che avrebbe determinato brusche inversioni di tendenza nelle vendite natalizie e nei listini di Borsa.

In effetti ai terroristi ciò che maggiormente importa non è il danno immediato. Il numero di vittime e l’ammontare di metri cubi distrutti, sono per loro due parametri di rilievo, ma non decisivi. Ciò che interessa loro è il terrore che riescono a generare e, soprattutto, lo scardinamento del meccanismo capitalistico che riescono a suscitare. E quale occasione migliore del periodo di Natale?

Per il mondo occidentale, un simbolo religioso, un’epoca di spese sostenute per consumi, di consuntivi di fine anno dei bilanci e delle quotazioni. Ma Wall Street non ha reagito con l’intensità che l’allarme arancione poteva fare pensare. Lunedì, l’indice Dow Jones ha toccato la quotazione più alta dal maggio del 2002, raggiungendo, con una crescita di 0.6 punti il livello di 10.338. Ieri, il segno degli indici è rimasto ulteriormente positivo. Si sa che il 10 mila è, per Wall Street una sorta di numero scaramantico. Dopo che lo si è superato, vi è sempre il timore che la quotazione raggiunta non regga.

Questa volta vi erano apparentemente tutte le premesse per un ridimensionamento, se non sotto i 10 mila, tuttavia poco sopra. Alcuni titoli, come quelli di compagnie aeree, hanno sofferto gli effetti dell’allarme arancione. Ma nel complesso il mercato è sembrato mitridatizzato. I vari allarmi, che si sono manifestati, nel tempo, hanno abituato oramai gli operatori ad assumere un atteggiamento immune dal veleno della paura.

Ciò che sta ora alla base delle quotazioni è l’economia reale. Gli indici sono positivi, ma non ancora tutti univoci. La spesa per consumi di fine anno è in aumento, rispetto alle previsioni di qualche tempo fa, però non tocca i massimi previsti. La temperatura particolarmente rigida scoraggia le uscite fuori casa e un po’ di timore c’è. L’appello di Bush ai cittadini americani a comportarsi normalmente, comunque, è servito. Il dopo Saddam è diverso da prima. Alti o bassi, ormai è “business as usual”.

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